Ricerca: gli studi sui farmaci innovativi minacciano chi non è europeo

MeteoWeb

ricerca medica 1La ricerca biomedica rischia di rivelarsi un boomerang per la salute delle popolazioni non europee. Il monito arriva da Esteban G. Burchard dell’University of California a San Francisco (Usa), autore di un’analisi pubblicata su ‘Nature’. Secondo l’esperto chi non è di origine europea rischia di essere minacciato – piuttosto che aiutato – dai medicinali innovativi, e questo perché queste popolazioni non sono presenti in modo massiccio negli studi clinici e biomedici. Risultato? Fra i medicinali approvati dalla Food and Drug Administration americana, ce ne sono diversi che funzionano meglio nelle popolazioni occidentali rispetto a quelle chi appartiene a minoranze etniche o proviene da Asia, Africa e Sudamerica. E questo perché la maggioranza dei partecipanti ai trial clinici, in Usa, è composta da persone di origine europea. Si tratta di rischi non trascurabili, secondo l’esperto: una classe di anti-asma, ad esempio, “è associata a un più alto tasso di mortalità negli afroamericani”. Queste diversità di efficacia e sicurezza possono essere il risultato di differenze genetiche che sono difficili da mettere in luce, dal momento che troppo poche persone appartenenti a minoranze etniche sono incluse negli studi clinici, dice Burchard. Insomma, occorre che finanziatori, riviste, ricercatori e scuole di medicina intraprendano azioni per rendere i trial clinici più inclusivi.