Salute: i bimbi bersagliati da pubblicità con cibi troppo grassi

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BAMBINI TV OBESI - CopiaBasta a pubblicita’ di cibi con troppi grassi, zuccheri e sale nei programmi tv dedicati ai piu’ piccoli, sottoposti a un vero e proprio ‘bombardamento’. Tra il 2007 e 2008, solo in Grecia, queste pubblicita’ erano almeno il 65%. Da qui la richiesta dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) ai governi di intervenire per limitarne la trasmissione durante la fascia oraria dedicata a bambini e adolescenti, sulla scorta di quanto fatto nel Regno Unito. Come rileva l’Oms dal suo sito, non e’ solo sulla tv che i bambini vengono bersagliati con queste pubblicita’, ma anche su internet e cellulari. E vederle influenza le loro preferenze per il cibo, oltre ad aumentare il rischio di sovrappeso e obesita’. Molti Paesi stanno pero’ iniziando a prendere provvedimenti. Ad esempio Spagna e Norvegia hanno siglato un accordo di autoregolazione con le aziende produttrici di cibi e bevande, che adottano volontariamente delle restrizioni sulla commercializzazione sotto la supervisione dei governi. Il Regno Unito invece, primo Paese del mondo a farlo, ha vietato dal 2005 in televisione pubblicita’ di cibi ricchi di grassi, zuccheri e sale durante i programmi per bambini sotto i 16 anni e imposto regole piu’ stringenti alle industrie del settore. In questo modo, dal 2009, i bambini sono stati esposti al 37% in meno di queste pubblicita’, e la spesa per trasmetterle su tutti i media calata del 41%. Sulla scorta di questi risultati della Gran Bretagna e di altri Paesi nel mondo, l’Oms invita i governi a intervenire stabilendo regole sulle tecniche di persuasione usate nelle pubblicita’, per cercare di proteggere i bambini. E’ questo uno degli obiettivi del Piano di azione globale per la prevenzione e controllo delle malattie non infettive 2013-2020 dell’Oms.