Scienza: comparato il contagio emotivo nell’uomo e nel bonobo

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bonoboSe gli uomini siano o meno gli unici esseri capaci di empatia e quanto questa caratteristica ci differenzi dagli altri animali sono ancora temi su cui si concentra un acceso dibattito scientifico. Un nuovo elemento di discussione è dato dallo studio di un team di ricercatori del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa (Elisabetta Palagi, Ivan Norscia ed Elisa Demuru) che ha comparato il contagio emotivo nell’uomo e nel bonobo, la specie evolutivamente più prossima all’uomo insieme allo scimpanzé.
L’analisi dei livelli di contagio emotivo ha messo in luce che una stretta relazione tra gli individui è il fattore più importante nel determinare la risposta empatica e che l’uomo “vince” sul bonobo solo quando sono implicati legami forti, ma questa differenza si annulla quando sono coinvolte relazioni deboli. La trasmissione di un’emozione da un individuo a un altro, meglio conosciuto come contagio emotivo, è la forma più basilare di empatia. Le emozioni, positive e negative, hanno una controparte “fisica” che è rappresentata dalle espressioni facciali.
È infatti tramite la faccia che comunichiamo al mondo i nostri stati d’animo. Quando qualcuno percepisce un’espressione facciale, ad esempio un sorriso, può mettersi in moto un meccanismo automatico e inconscio che porta il ricevente a effettuare a sua volta, come in un gioco di specchi, quella stessa espressione facciale. Alla medesima espressione corrisponde il medesimo stato d’animo, nel caso del sorriso l’emozione condivisa è la felicità. Questo è il meccanismo, noto come percezione-azione, che ci permette di condividere le emozioni con gli altri. Il contagio di sbadiglio si basa su questo meccanismo ed è una delle forme più pervasive e apparentemente primitive di contagio emotivo. Chi non è mai stato contagiato almeno una volta dallo sbadiglio di un’altra persona (soprattutto dopo cena)? L’uomo e il bonobo sono ad oggi le uniche due specie nelle quali è stato dimostrato che il contagio di sbadiglio segue un gradiente empatico ed è più frequente tra gli individui che condividono uno stretto legame emotivo, come amici e parenti.
Data questa somiglianza, i ricercatori hanno comparato direttamente le due specie, applicando lo stesso approccio metodologico basato sulla pura osservazione etologica. I ricercatori hanno osservato entrambe le specie nelle loro attività quotidiane e raccolto dati sul contagio di sbadiglio e i loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PeerJ. Sono state confrontate due caratteristiche del contagio di sbadiglio: frequenza e velocità di trasmissione da un individuo all’altro. Curiosamente, quando l’emettitore dello sbadiglio e chi ne era contagiato non erano amici o parenti, i bonobo rispondevano allo sbadiglio altrui con la stessa frequenza e velocità che si sono osservate negli umani. Ciò significa che l’uomo non è la specie che mostra sempre il più alto livello di contagio emotivo
Comunque, l’uomo risponde più frequentemente e più velocemente del bonobo quando sono coinvolti amici e parenti, probabilmente perché le forti relazioni umane sono caratterizzate da un sofisticato sistema emotivo in cui si intrecciano processi cognitivi, memoria e ricordi. In questo caso, il circuito positivo che si instaura tra l’affinità emotiva e il meccanismo percezione-azione sembra essere più forte negli uomini che nei bonobo.
Nell’uomo tale iper-attivazione potrebbe spiegare la maggiore frequenza e velocità nel contagio, così come altre forme di mimica inconscia (ad esempio espressioni facciali di dolore, rabbia o felicità). In sintesi, questo studio suggerisce che i differenti livelli di contagio emotivo tra uomo e bonobo sono attribuibili alla qualità delle relazioni tra gli individui. “Quando la complessità dei legami sociali, tipica degli uomini, non è in gioco – spiega Elisabetta Palagi – l’uomo scende dal “podio empatico” per ritornare sul gradino che condividiamo con i nostri cugini più prossimi: le grandi scimmie antropomorfe”.