Come previsto il maltempo, purtroppo, è tornare a colpire duro sulle coste della Francia meridionale, dove nel pomeriggio di ieri, l’avanzata di un vasto sistema temporalesco a mesoscala, di tipo “V-Shaped”, dal mar delle Baleari, ha scaricato piogge di carattere torrenziale su alcuni distretti della Linguadoca-Rossiglione (una delle regioni più importanti della Francia meridionale). Durante il “landfall” del “V-Shaped”, che nella mattinata di ieri si era sviluppato attorno le Baleari, caricandosi nel tratto di mare a nord-ovest dell’isola di Minorca, un autentico diluvio ha colpito la città di Montpellier, dove in meno di 12 ore è stato registrato un accumulo pluviometrico impressionante, prossimo ai 300 mm di pioggia. Di questi 300 mm ben 184 mm sono caduti in sole due ore, tra le 15:00 e le 17:00 PM, mentre i restanti 252 mm in tre ore fino alle 18:00, dopo il passaggio di una serie di rovesci temporaleschi davvero violenti, accompagnati da indici di rain/rate arrivati a fondoscala.
Tutta quest’acqua, venuta giù in così poco tempo, non poteva essere smaltita dal terreno. Ciò ha causato le condizioni ideale per una vera e propria alluvione lampo, con estesi allagamenti e smottamenti che hanno provocato l’interruzione di molte strada e la sospensione dei collegamenti ferroviari in tutta la regione della Francia meridionale. Ma enormi disagi si stanno registrando anche in città, nel centro di Montpellier, dove molte strade sono allagate, con l’acqua che supera il metro di altezza nei quartieri più bassi. Nel frattempo la prefettura di Montpellier invita i cittadini a non uscire di casa se non in caso di assoluta urgenza. Notevoli sono i dati riferiti dai singoli metar della stazione della città francese, che in alcuni frangenti, durante il passaggio dei rovesci più violenti in risalita dal mare, indicavano una visibilità orizzontale inferiore ai 600-500 metri. Segno della violenza estrema delle precipitazioni che hanno duramente martellato l’intera area di Montpellier e le cittadine limitrofe, producendo la conseguente, quanto rapida, ondata di piena di fiumi e torrenti, esondati in più punti. Oltre a Montpellier le piogge abbondanti e i forti rovesci temporaleschi, legati al potente “V-Shaped” in risalita dalle Baleari, hanno flagellato pure il dipartimento di Gard, con punte di oltre 150 mm in 4 ore nella zona di Congénies che hanno provocato l’esondazione della Vidourle a Sommières. In molte località, ad ovest di Montpellier, in pochissime ore sarebbero caduti dai 150 mm ai 200 mm di pioggia. Tantissima acqua in così poco tempo ha avuto conseguenze letali, causando l’ingrossamento istantaneo dei principali corsi d’acqua che attraversano la Linguadoca-Rossiglione.
Del resto già in mattinata le immagini satellitari mostravano le prime avvisaglie di quello che sarebbe potuto accadere poche ore dopo. Dal punto di vista sinottico lo scenario barico aveva come protagonisti un solido promontorio anticiclonico sub-tropicale, in allontanamento verso levante, e la contemporanea avanzata da ovest di una giovane saccatura, con un asse piuttosto stretto ed allungato, che affondava i propri elementi in direzione delle coste marocchine. Nel corso della mattinata di ieri, mentre il promontorio anticiclonico sub-tropicale, presente sul bacino centrale del Mediterraneo, tendeva a ruotare e a progredire verso levante, più ad ovest, fra la Spagna e le Baleari, si affacciava una circolazione di aria molto umida e instabile, annodata lungo il margine più occidentale della struttura anticiclonica. Questo flusso molto umido era associato all’avanzamento di un sistema frontale, nei bassi strati, a sua volta collegato ad un asse di saccatura che dalle Isole Britanniche si protendeva fino alla costa atlantica marocchina, alimentando più ad est una risposta calda sub-tropicale pre-frontale sul Mediterraneo centro-occidentale. Proprio in seno a questo umidissimo flusso pre-frontale, che dall’Algeria occidentale si dipanava (e continua a dipanarsi) in direzione delle Baleari e delle coste meridionali francesi, si stava creando l’ambiente adatto per la formazione di sistemi temporaleschi a mesoscala, di tipo “lineare”, simili ai famosi “V-Shaped”, che dalle Baleari, sotto la spinta di un sostenuto “low level jet”, si muovono sull’area del golfo del Leone, apportando piogge, rovesci e soprattutto fenomeni temporaleschi.
Proprio durante la mattinata di ieri un sistema convettivo, di tipo “V-Shaped”, sviluppatosi nel tratto di mare poco a nord-ovest di Minorca, sotto la spinta del “low level jet” che scorre sopra le Baleari, sul bordo occidentale del promontorio anticiclonico sul Mediterraneo centrale, si stava spingendo in direzione delle coste del golfo del Leone, apportando su queste piogge diffuse e rovesci, a tratti anche intensi. La punta del “V-Shaped”, lì dove normalmente si originano i fenomeni più intensi per l’esplosione della convenzione, per diverse ore è rimasta relegata ad ovest dell’isola di Minorca, scaricando gran parte dei nubifragi (dati gli elevatissimi indici di rain/rate) in mare aperto. Ma nel corso del pomeriggio l’intero sistema temporalesco, alimentato dal “low level jet”, rigenerandosi sopra le calde acque superficiali del Mediterraneo, si è diretto verso le coste meridionali francesi, ad est delle Camargue, causando forti precipitazioni a prevalente sfogo di rovescio o temporale, con elevatissimi indici di rain/rate. Le grandi quantità di calore latente fornite dalle acque del Mediterraneo centro-occidentale hanno contribuito ad “autoalimentare” l’attività convettiva, agevolando lo sviluppo di “Updrafts” davvero esplosivi, in rapida evoluzione.
L’area di Montpellier ha avuto la sfortuna di essere stata investita in pieno dalle “Celle temporalesche” più intense di questo “V-Shaped”, che si erano appena sviluppate nel tratto di mare antistante le acque del golfo del Leone. Solitamente nei temporali “V-Shaped” le “Celle” più intense stanno proprio lungo il vertice della V, sul versante Sud o Sud-ovest, dove si concentrano i fenomeni più violenti ed estremi, con piogge torrenziali e attività elettrica a fondoscala. Difatti le “Cellule temporalesche” che si sviluppano lungo la punta, non avendo nulla a sud che possa rubare l’aria calda e umida destinata a loro, tendono ad assumere le caratteristiche di una “Supercella” classica, con moto rotatorio, tanto da essere confuse con essa, anche se la “Supercella” ha una struttura molto differente.


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