La sonda Rosetta sempre più vicina alla sua cometa: si valuta il sito per l’atterraggio

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-L’Agenzia Spaziale europea (Esa) annuncerà il prossimo 15 settembre il sito prescelto per l’atterraggio del modulo “Philae” sulla cometa 67P/TG (nota anche come Churyumov-Gerasimenko): l’atterraggio vero e proprio è previsto per il prossimo 11 novembre. La sonda madre “Rosetta” si trova a meno di 50 chilometri dalla cometa e gli esperti stanno al momento valutando cinque possibili siti, dei quali ne verranno scelti due (il secondo di riserva in caso di impossibilità di utilizzare il primo). Il sito prescelto dovrà soddisfare diversi criteri, fra cui l’assenza di rilievi troppo accidentati, una buona insolazione (per il funzionamento dei pannelli solari) e una posizione tale da non ostacolare le comunicazioni tra il modulo e la sonda. Se l’atterraggio – il primo del suo genere – dovesse avere successo la vita operativa di “Philae” dovrebbe comunque essere limitata a non più di sei mesi, a causa del progressivo aumento della temperatura dovuta all’approssimarsi della cometa al perielio (il punto dell’orbita più vicino al Sole). L’obiettivo della missione è quello di acquisire nuove conoscenze sull’evoluzione del sistema solare grazie all’analisi della cometa – che ha un diametro di appena quattro chilometri – su cui “Rosetta”, lanciata nel 2004, farà atterrare il modulo “Philae”; la sonda accompagnerà la cometa per un tratto della sua orbita, fino alla fine del 2015. “Rosetta” ha inviato le prime immagini della cometa nel maggio scorso, ad una distanza di due milioni di chilometri dal suo bersaglio; alla fine di maggio ha effettuato una manovra di allineamento in previsione proprio del rendez-vous, in cui si è avvicinata ad un centinaio di chilometri cercando un punto favorevole per l’atterraggio del modulo. “Philae” – grande più o meno come un frigorifero e dotato di numerosi strumenti di scavo e analisi – dovrebbe ancorarsi alla superficie della cometa il prossimo 11 novembre: il nome proviene dal sito archeologico dove venne trovato un obelisco che aiutò lo storico francese Jean-Francois Champollion a decifrare la celebre stele in cui onore è stata battezzata la sonda. Lo studio della cometa permetterà agli scienziati di guardare indietro nel tempo di 4.600 milioni di anni, in un’epoca in cui i pianeti non esistevano e il Sole era circondato solo da sciami di asteroidi e comete. “Philae” studierà le proprietà fisiche della superficie e del sottosuolo del nucleo e la loro composizione chimica, mineralogica e isotopica: questi dati saranno di complemento allo studio globale delle proprietà dinamiche e della morfologia superficiale della cometa effettuato della sonda madre Rosetta.