Nuovo studio fa luce sul misterioso ciclo idrologico di Titano

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TitanoLa sonda Cassini ha rivelato centinaia di laghi e mari sparsi su tutta la superficie ghiacciata della luna di Saturno, Titano, soprattutto nelle sue regioni polari. Tali laghi, però, a differenza della Terra, non sono composti di acqua, ma di idrocarburi, un composto organico che si trova naturalmente anche sulla Terra e che comprende il metano. La maggior parte del liquido è certamente alimentato dalla pioggia e dalle nubi presenti nell’atmosfera, ma i cicli che lo regolano non sono ancora ben compresi agli scienziati. Un recente studio condotto da Olivier Mousis presso l’Université de Franche-Comte, in Francia, e da alcuni colleghi della Cornell University e del Jet Propulsion Laboratory negli Stati Uniti, ha sondato il ciclo idrologico di Titano esaminando come le precipitazioni di metano riescano ad interagire con i materiali di ghiaccio presenti nei serbatoi sotterranei. Essi hanno scoperto che la formazione di questi materiali chiamati clatrati, cambia la composizione chimica del deflusso di pioggia che riempie questi giacimenti di idrocarburi, portando alla formazione di serbatoi di propano ed etano che potrebbero alimentare alcuni fiumi e laghi. Capire il ciclo idrologico di Titano è uno degli obiettivi più importanti della missione estesa di Cassini. Ciò è fondamentale per ottenere una migliore comprensione di ciò che si nasconde sotto la superficie di questo mondo ghiacciato.