Tumori: 50mila nuovi casi di cancro al polmone nel 2014

MeteoWeb

MALATTIE POLMONARI OSTRUTTIVE - CopiaSaranno 50mila i casi di cancro al polmone diagnosticati in Italia entro la fine del 2014. Un dato ben oltre la media dei 38mila, rispettata fino al 2013. Preoccupano le prime anticipazioni dell’indagine di Aiom (Associazione italiana di Oncologia medica), realizzata con il patrocinio della fondazione “Insieme contro il Cancro” e dell’associazione dei pazienti “Walce” (Women against lung cancer in Europe), presentata oggi a Milano. La pubblicazione, attesa a ottobre, evidenzia la necessita’ di un maggiore impegno per la prevenzione e la diagnosi precoce. Nel 2013 sono stati 34mila i decessi per carcinoma polmonare, prima causa di morte per tumore negli uomini (26%) e la terza nelle donne (11%). Il 90% di questi decessi e’ provocato dal fumo attivo e passivo, cosa che aumenta di un terzo la possibilita’ di contrarre questa malattia. Sono 342mila all’anno i decessi in Europa e 600mila nel mondo. “Quello che l’indagine evidenzia-spiega Carmine Pinto, presidente di Aiom- e’ l’atteggiamento di molti cittadini rispetto al cancro al polmone, visto come un male incurabile”. Il sondaggio, svolto su un campione di 3mila cittadini, rivela che il 25% della popolazione italiana e’ esposto ai pericoli del fumo passivo e 8 cittadini su 10 ancora non sanno che provoca il cancro del polmone. Il 71% fuma regolarmente in luoghi chiusi, per il 43% smettere di fumare non riduce il rischio di sviluppare la malattia. Il 48% pensa che questo tipo di tumore non si possa prevenire. Solo il 45% degli intervistati, inoltre, pensa di poter cambiare stile di vita per prevenire il rischio. Francesco Cognetti, presidente della fondazione “Insieme contro il cancro”, spiega la proposta che da ottobre sara’ portata avanti in un tour di sensibilizzazione in otto regioni: “Bisogna rafforzare gli ottimi risultati della legge ‘Sirchia’. Le sigarette possono trasformare il salotto di casa o l’abitacolo dell’automobile in vere e proprie camere a gas. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo cosi’ e’ possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone piu’ a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini”. Silvia Novello, presidente di Walce, sottolinea: “La parabola del consumo di sigarette per le donne e’ in netta crescita e in correlazione diretta con la mortalita’ per cancro al polmone”. Il problema riguarda anche i minori: 8 ragazzi su 10 dichiarano di aver cominciato a fumare per emulazione, e nel 22% degli italiani che fumano regolarmente sono compresi i ragazzi dai 15 anni in su. Di qui l’impegno della Boeringher Ingelheim, per la quale la presidente Anna Maria Porrini ha illustrato un kit dedicato ai piu’ giovani e l’impegno della casa farmaceutica per contrastare la forte presenza di fumatori nei film. Un secondo aspetto dell’indagine riguarda gli oncologi. Le interviste effettuate su 850 specialisti evidenziano come i loro pazienti necessitino di maggiori informazioni sulla prevenzione. Il 78% degli oncologi ritiene che questi pazienti siano colpevolizzati, soprattutto se si tratta di fumatori. Inoltre l’86% afferma che lo stigma puo’ influire negativamente sullo stato di salute complessivo. Sul fronte della terapia si evidenzia come negli ultimi anni sia aumentata la soglia dei pazienti che sopravvivono oltre i 5 anni dalla diagnosi (negli uomini dal 10 al 14%, nelle donne dal 12 al 18%).