Tumori: la temperatura del respiro può svelare il cancro ai polmoni

‘Misurare la febbre’ al respiro può aiutare a scoprire un tumore al polmone. La temperatura dell’aria espirata può infatti rappresentare un segnale-spia della presenza di un cancro. Il primo studio che lo dimostra è italiano ed è stato presentato a Monaco di Baviera al congresso della Società europea di malattie respiratorie (Ers): nelle persone colpite da una neoplasia polmonare il respiro è più caldo, e la sua temperatura aumenta anche in base agli anni di fumo alle spalle e allo stadio del tumore. La ricerca è coordinata da Giovanna Elisiana Carpagnano dell’università di Foggia e apre le porte alla messa a punto di un test semplice, economico e non invasivo per la diagnosi precoce del carcinoma polmonare. Un big killer che, secondo gli ultimi dati dell’Associazione italiana di oncologia medica-Aiom, colpisce 38 mila italiani all’anno (donne nel 30% dei casi) con 34 mila decessi. La neoplasia polmonare é la prima causa di morte oncologica per gli uomini (26% del totale), la terza per le femmine (11%). Il team pugliese ha reclutato 82 persone sottoposte ad accertamenti dopo una radiografia che segnalava la presenza di un cancro del polmone. In 40 pazienti la diagnosi è stata confermata, in 42 no. Utilizzando un termometro speciale (un device chiamato X-Halo), i ricercatori hanno misurato la temperatura del respiro esalato in tutti i partecipanti allo studio, dimostrando una correlazione fra calore dell’aria espirata e malattia. Gli studiosi hanno anche definito un valore ‘cut-off’, ossia una temperatura-soglia che permette di identificare il cancro polmonare con un alto livello di accuratezza. “I nostri risultati suggeriscono che il tumore al polmone aumenta la temperatura del respiro – spiega Carpagnano – E’ una scoperta importante che potrebbe cambiare la diagnosi di questa neoplasia. Se riusciamo a perfezionare un test in grado di individuare la malattia dalla temperatura del respiro – sottolinea l’esperta – miglioreremo il processo di diagnosi offrendo ai pazienti un esame facile e poco stressante, che risulterà anche economico e meno invasivo per i medici”.