UE: una rete di “spie” per prevedere il comportamento dei vulcani

MeteoWeb

Vulcano Chaiten, Cile (1)Una rete di sensori e sistemi di allerta permettera’ di prevedere il comportamento dei vulcani. E’ quanto prevede il progetto Futurevolc, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma quadro per la Ricerca e l’Innovazione, Horizon 2020. L’obiettivo e’ evitare che si ripetano situazioni come quella che si e’ verificata nel 2010, quando l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull ha diffuso sull’Europa una nube di ceneri che ha costretto a bloccare i voli di linea. Il programma Futurevolc, il cui obiettivo e’ mettere a punto sistemi di allerta piu’ precisi e rapidi, riunisce ricercatori di 27 fra universita’, istituti di ricerca, enti pubblici e imprese di dieci Paesi fra cui l’Italia, in campo con le Universita’ di Firenze, dell’Aquila e di Palermo, accanto all’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Coordinati da Freysteinn Sigmundsson ,dell’Universita’ d’Islanda, il progetto rafforza la rete esistente con rilevatori di gas vulcanici, sensori infrasonici, videocamere ad alta risoluzione, sismometri e sensori per la rilevazione dei movimenti tellurici, disseminate nelle regioni piu’ attive dell’Islanda. Le attivita’ di ricerca svolte nell’ambito di questo progetto confluiranno nel lavoro del gruppo di osservazione della Terra (GEO), al quale partecipa anche l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), quale contributo dell’Europa agli sforzi a livello mondiale per migliorare le previsioni vulcaniche. Gli approcci sperimentati da studi come Futurevolc, hanno fatto sapere da Bruxelles, hanno “l’obiettivo di dare piu’ tempo alla protezione civile e a importanti gruppi commerciali, come le compagnie aeree, di intervenire in modo efficace, contribuendo cosi’ a salvare vite umane e a ridurre i danni per l’economia europea”.