L’antica Villa Gregoriana di Tivoli: un affascinante parco naturalistico immerso nel verde [FOTO]

/
MeteoWeb

VILLA GREGORIANA 3Tivoli è una tappa obbligata nella tabella di marcia del turista colto. Immersa nel verde, tra suggestive cascate, terme, piscine e meravigliosi giardini all’italiana, l’antica “Tibur Superbum”, come la chiamò Virgilio, è un piccolo paradiso archeologico che offre veramente tanto ai suoi visitatori. La città ha origini millenarie e la mitezza del clima tubutino fu decatata dai poeti Catullo, Orazio e Marziale, così pure l’aria salubre, tanto che gli antichi romani ricoprirono il suolo di Tivoli di magnifiche ville. Un rapporto di amore e odio quello di Tivoli con il suo fiume, l’Aniene.

VILLA GREGORIANA 6Nel 1826 una grave inondazione distrusse quasi tutte le case della parte più antica della città e papa Pio VIII decise di deviare il corso del fiume, scegliendo la strada della gara pubblica. Architetti provenienti da tutto il mondo lavorarono sul progetto di deviazione del fiume e alla fine ebbe la meglio il progetto di Clemente Folchi che proponeva di forare il Monte Catillo. In soli due anni, i lavori si conclusero nel 1835, dando vita alla suggestiva cascata artificiale che si può ammirare ancora oggi. Il Papa decise di utilizzare il vecchio letto dell’Aniene e le erti pareti che lo circondavano per realizzare un suggestivo parco in cui passeggiare: la Villa Gregoriana che dopo la Prima Guerra Mondiale, vittima del degrado delle sue bellezze naturali e storiche, rimase chiusa per molti anni sino a quando, nel 2002, la FAI (Fondo Ambiente Italiano) intraprese un’opera di restauro, recuperando le fontane, ripristinando le scalinate e i corrimani, consolidando le balze rocciose ecc, fino al 2005, quando i visitatori sono stati riammessi a visitare le bellezze di Villa Gregoriana.

VILLA GREGORIANA 7Si tratta di una stupenda sintesi tra il paesaggio naturale e quello antropizzato che si sovrappone e mimetizza con esso. Lascia senza parole il salto della Grande Cascata, impressionante per l’impeto e il fragore delle acque che si infrangono con i colori dell’iride, incanta il verde cupo dei lecci, dei cipressi e dei pini, per poi lasciarsi travolgere dall’acqua che precipita davanti la Grotta di Nettuno, formando un laghetto che si inabissa nella Grotta delle Sirene. Tra terrazze digradanti, gallerie, giardini, boschi con imponenti alberi, attraversati da vialetti e sentieri ruprestri che seguono uno specifico percorso. Una volta oltrepassato l’ingresso, subito a destra si nota lo bocco dei cunicoli e proseguendo per un arduo sentiero, si giunse verso il terrazzo “Ferro di Cavallo”, dal quale si può godere lo spettacolo della Cascata Grande, con acque che precipitano da 120 metri. Infine, si accede ad anfratti naturali creati dalle acque del fiume Aniene: la Grotta di Nettuno e la Grotta delle Sirene, ricca di stalattiti e di tante piccole cascate. La fama del luogo è stata esaltata da numerose citazioni letterarie, tra cui i versi delle “Odi” di Orazio ed il passo delle “Sylvae” di Stazio che descrivono la villa romana di Manlio Volpisco. Anche il poeta Thomas Gray rimase affascinato dalla potenza della Grande Cascata e, tra i tanti illustri viaggiatori che furono richiamati dalla bellezza del posto, Wolfgang Goethe che, tra il 1786 e il 1788, compì sotto falso nome un viaggio in Italia, scrivendo: “Le cascate, con le rovine ed il complesso del paesaggio appartengono a quegli oggetti la conoscenza dei quali rende più ricchi nel profondo del nostro io”.