“Non si e’ mai verificato nulla di paragonabile“. Lo dice il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, davanti alla collinetta dove si e’ verificata l’eruzione che ha inghiottito una bimba di 7 anni, mentre il fratellino di 9 e’ disperso. La terra rimossa, zolle color antracite, occupa lo spazio di un campo di calcio. “Ad agosto scorso – spiega il prefetto – si erano verificati dei movimenti che avevano convinto i tecnici che gestiscono la riserva delle Maccalube di bloccare gli ingressi e le visite. Poi la situazione si era normalizzata e il divieto era stato rimosso“. “Altre volte – conclude Diomede – si erano verificate piccole esplosioni, ma nulla che potesse far presagire tutto questo”.
Vulcanelli esplosi in Sicilia: “non era mai successo prima”


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