”Riguardo alla proposta di installazione di strumenti geochimici non ho mai parlato ‘di inadeguatezza dei finanziamenti’, ma di ‘mancanza di nostre competenze, in quanto l’area ha un gestore ben definito, che a sua volta aveva presentato proposte per il monitoraggio”’. Lo precisa il presidente dell’Ingv, Stefano Gresta, in merito all’intervista pubblicata dal ‘Corriere della Sera’ sull’esplosione di un vulcanello avvenuta ieri nella riserva di Macalube che ha provocato la morte di due fratellini di 7 e 9 anni. ”Smentisco di avere affermato che ‘negli ultimi anni si sia notata un’intensificazione del fenomeno’ – aggiunge Gresta – Riguardo al monitoraggio ho dichiarato che l’unica maniera di raccogliere segnali utili sarebbe quella di installare sensori geochimici per evidenziare eventuali anomalie nell’emissione dei gas. E infatti ho parlato dei due colleghi della nostra sezione di Palermo che erano già sul posto per effettuare misure di emissione di gas. Forse per necessità di sintesi, questo passaggio essenziale è stato espunto dall’articolo. Ho dichiarato che l’installazione di una rete microsismica servirebbe solo per scopi scientifici ad evidenziare eventuali relazioni tra il degassamento e la microsismicità locale”. ”Infine – sottolinea – ho dichiarato che il ‘ruolo delle faglie presenti nell’area è quello di veicolare il gas, esempio l’elio, da profondità anche mantelliche’. Tanto debbo, a tutela dell’Istituto che presiedo, e mia personale”.
Vulcanelli esplosi in Sicilia, il presidente dell’INGV: “mai parlato di inadeguatezza dei finanziamenti”


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