Vulcanelli esplosi in Sicilia: si indaga per omicidio colposo

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vulcanello03Vertice stamane, al quinto piano del Palazzo di giustizia di Agrigento, tra magistrati e carabinieri sulla tragedia di sabato nella riserva naturale delle Maccalubbe ad Aragona (Agrigento), dove l’esplosione di un vulcanello e’ costata la vita a due fratellini di 7 e 9 anni, Laura e Carmelo, sepolti da una montagna di fango. Salvato il padre, l’appuntato dei carabinieri Rosario Mulone. Presenti in procura il sostituto Carlo Cinque, che e’ titolare del fascicolo di inchiesta, il procuratore Renato Di Natale e l’aggiunto Ignazio Fonzo. Al momento il fascicolo e’ a carico di ignoti – ma se, come e’ probabile, i magistrati decideranno di ordinare delle perizie e’ pressoche’ scontato che ci saranno indagati – mentre le ipotesi di reato sono di omicidio colposo plurimo, disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio in ordine alle presunte mancate verifiche e agli omessi controlli sulla pericolosita’ del sito. Il presidente regionale di Legambiente, nonche’ direttore della Riserva Mimmo Fontana, ha ribadito la “imprevedibilita’ dell’evento” e ha anche respinto le accuse del dirigente generale del dipartimento Ambiente della Regione Gaetano Gullo, secondo cui Legambiente aveva i fondi per dotarsi delle centraline di monitoraggio: “La convenzione con la Regione – ha aggiunto Fontana – prevede che Legambiente possa limitare la fruizione per motivazioni di urgenza e necessita’ come e’ avvenuto quando sono stati rilevati fattori che potevano determinare l’aumento del rischio per la pubblica incolumita’. E’ doveroso distinguere tra pericolo e rischio. Il fenomeno e’ pericoloso, ma i rischi possono essere contenuti, come e’ avvenuto in questi 18 anni, in cui circa 200.000 persone hanno visitato i vulcanelli”. Ma Fontana ha anche spiegato un altro aspetto scientifico: “Stiamo registrando emissioni di gas caldo, cosa mai accaduta in precedenza”.