Gli ultimi aggiornamenti hanno sciolto ogni dubbio: l’uragano Gonzalo sta arrivando in Europa proprio in queste ore, e già tra oggi e domani colpirà in modo particolarmente violento le isole Britanniche con venti impetuosi, violente mareggiate, forti piogge e soprattutto temperature in picchiata al punto che arriverà persino la neve fino a bassa quota sulle colline di Scozia e Irlanda. La tempesta, seppur indebolita rispetto a quando nell’oceano Atlantico ha sferzato l’arcipelago delle Bermuda (era un uragano di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson), colpirà in pieno il vecchio continente e dopodomani, mercoledì 22 ottobre, raggiungerà anche l’Italia.

Sarà il centro/sud, invece, come ampiamente previsto già nei giorni scorsi, ad essere letteralmente sferzato da “Gonzalo”: saranno tre giorni davvero tempestosi da mercoledì 22 a venerdì 24 ottobre. Caratteristica principale di questa brusca ondata di maltempo, il vento impetuoso e il tracollo termico. I venti settentrionali, prevalentemente di maestrale ma successivamente anche di tramontana e grecale, soffieranno impetuosi con raffiche fino a 150km/h nel Tirreno tra Sardegna e Sicilia, e di oltre 110–120km/h anche nelle Regioni Adriatiche e nel Sud peninsulare. Di conseguenza, avremo mareggiate molto violente con effetti distruttivi nelle aree costiere e litoranee, dove al Sud ancora in questi giorni le spiagge sono gremite di bagnanti a causa del caldo eccezionale di quest’ottobre così anomalo. Non mancherà il maltempo, soprattutto tra mercoledì e giovedì con forti temporali frontali molto violenti a causa dei contrasti termici: l’aria fredda arriverà sull’Italia meridionale dove da quindici giorni splende ininterrottamente il sole con temperature massime sempre superiori ai +30°C, quindi è evidente come gli effetti dell’impatto di “Gonzalo” sul meridione non saranno certo placidi. Si formeranno numerose trombe d’aria e durante i temporali più intensi si verificheranno intense grandinate. Le temperature crolleranno di oltre 10°C in poche ore, facendo piombare il Paese praticamente dall’estate all’inverno da un giorno all’altro. Anche sull’Appennino centro/meridionale arriverà la prima neve, con fiocchi a partire dai 1.500 metri di quota, localmente anche più in basso. Le zone più colpite dal maltempo saranno quelle litoranee ed esposte ai venti tra Abruzzo, Molise e Puglia nel medio/basso Adriatico, e tra Calabria e Sicilia nel basso Tirreno.
Dopo gli eventi disastrosi dei giorni scorsi, con le alluvioni di Genova, del basso Piemonte, di Parma, della Maremma e i drammatici nubifragi su Trieste e nel Friuli Venezia Giulia, stavolta il maltempo più estremo si concentrerà al Sud. Non ci saranno piogge alluvionali con accumuli particolarmente abbondanti, ma a preoccupare è l’entità dei fenomeni estremi e soprattutto i venti impetuosi e le mareggiate. Inoltre la possibile formazione di trombe d’aria e temporali con grossa grandine, potrà determinare localmente effetti veramente distruttivi. Una situazione preoccupante che è bene monitorare in tempo reale con tutti gli aggiornamenti che su MeteoWeb seguiremo minuto per minuto.
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