Anche i nuovi run mattutini di alcuni modelli matematici ad alta definizioni continuano ad evidenziare la possibilità che la nuova depressione a mesoscala, in avvicinamento alle coste occidentali della Sicilia, transitando sopra le calde acque superficiali del Canale di Sicilia, possa raccogliere sufficienti quantità di calore latente per evolversi in una vera e propria ciclogenesi tropicale, a “cuore” caldo, nella giornata di domani, sui mari che circondano la Sicilia. L’ipotesi, come abbiamo già ribadito ieri, non è per niente campata in aria, visto che la depressione orografica, che ieri si è sviluppata sottovento ai rilievi dell’Atlante algerino, scorrerà sopra mari molto caldi, e in un ambiente umidissimo nei bassi strati che contribuirà a fornire un ottimo carburante per lo scoppio di un’attività convettiva profonda, ideale per lo sviluppo di una depressione in aria calda e umida. Dal punto di vista termodinamico le potenzialità per lo sviluppo di un vero e proprio “TLC” (“Tropical Like Ciclones”) rimangono elevate. La presenza di aria molto umida e calda, sopra la superficie dei mari che circondano la Sicilia, potrà supportare, dal punto di vista energetico, tale evoluzione prognosticata (non per caso) da alcuni modelli fisico-matematici ad elevata definizione.
Gli unici fattori che potranno inibire l’innesco di un processo ciclogenetico a cuore caldo riguarderanno i valori della “vorticità potenziale isoentropica”, che non essendo sufficientemente elevati in quota rischiano di non poter supportare lo sviluppo di un vero e proprio ciclone, dotato di una impetuosa forza centrifuga. Solo col supporto della “vorticità potenziale isoentropica” potrà concretizzarsi questa ipotesi modellistica. Al momento sembrano calare le quotazioni di un innesco in quota, visto il rientrare dei valori della “vorticità potenziale isoentropica”. Un altro problema consiste nell’esatta individuazione del minimo barico, visto che solitamente queste ciclogenesi tropicali, una volta strutturate, tendono a restringersi, concentrando tutto il loro potenziale, in termini di venti burrascosi e piogge intense, su aree ristrette, dove potrebbero realizzarsi dei fenomeni di forte intensità.
Date le condizioni, al momento, le possibilità di sviluppo di un “TLC” sui mari antistanti la Sicilia rimangono attestate intorno il 40-45 %. Diciamo un rischio prossimo alla media (poco meno del 50 %). Tuttavia, visto la situazione piuttosto complessa, e l’enorme mole di energia potenziale (termica) messa in gioco, occorrerà monitorare per bene tutte le possibili evoluzioni, tenendo presente la multitudine di variabili in gioco.
Anche perché in caso d’innesco anche in quota il vortice, nel giro di poche ore, “autoalimentandosi” sopra le calde acque del Canale di Sicilia e del basso Tirreno può incamerare un energia tale da degenerare in un profondo e ristretto ciclone a “cuore caldo”, capace di apportare forti precipitazioni di stampo temporalesco accompagnate da venti ciclonici molto intensi e annesse mareggiate nei settori esposti. Il tutto in una manciata di ore, in pieno now/casting.


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