Alluvione a Genova: il bollettino indicava “solo” una criticità ordinaria

genova06“Criticita’ ordinaria per rischio idrogeologico localizzato”: e’ quanto indicava il bollettino di criticita’ emesso dalla Regione Liguria per le giornate dell’8 e del 9 ottobre. In particolare, la criticita’ era segnalata per l’8 ottobre sui “bacini liguri marittimi di levante e sui bacini liguri marittimi di centro” mentre per il 9 erano interessati i “bacini liguri padani di ponente, bacini liguri marittimi di centro, bacini liguri padani di levante e bacini liguri marittimi di levante”. Sempre l’8 ottobre, invece, il Dipartimento della Protezione Civile aveva diffuso un’allerta meteo nella quale, tra l’altro, si sottolineava a partire dalla serata l’arrivo di “precipitazioni diffuse, localmente anche molto intense e che potranno essere accompagnate da fulmini e forti raffiche di vento, su Liguria ed Emilia-Romagna occidentale”. Sia le previsioni meteo, sia i bollettini di allerta che riguardano la Liguria vengono prodotti autonomamente dagli organi regionali, l’Arpal in questo caso, come per altro previsto dalla direttiva del 2004 secondo la quale, appunto, spetta ai centri funzionali di ogni Regione elaborare le previsioni meteo e le valutazioni di criticita’. Questi bollettini vengono poi inviati ai comuni e, sulla base delle valutazioni che vi sono indicate, scatta o meno l’allerta e vengono attivati i piani di protezione civile. Le valutazioni fatte dalle Regioni vengono recepite nel Bollettino di criticita’ nazionale che viene prodotto ogni giorno dal Dipartimento della Protezione Civile. La normativa stabilisce che spetta alle Regioni e alle Province Autonome diramare le allerta per i sistemi locali di protezione civile, mentre e’ compito dei sindaci attivare i piani di emergenza, informare i cittadini sulle situazioni di rischio e decidere le azioni da intraprendere per tutelare la popolazione. Nonostante la direttiva sia del 2004, ci sono ancora dieci regioni – Friuli Venezia Giulia, Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia – che non sono autonome dal punto di vista delle previsioni meteo. Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Basilicata non lo sono neanche per quanto riguarda la valutazione di criticita’.