”Con il progresso siamo tutti piu’ esposti: persone, case, oggetti. E con l’urbanizzazione crescono i danni da pericoli naturali, che siano terremoti, alluvioni, o frane”. Lo ha detto Silvio Seno, professore ordinario di geologia dell’universita’ di Pavia, intervenuto a Roma all’appuntamento della ‘Settimana della Terra’. Nel giorno in cui Genova fa la conta dei danni per l’alluvione, i geologi si sentono come Cassandre che da anni denunciano inascoltati i rischi della cementificazione e all’edificazione abusiva. ”Queste emergenze diventano ormai – ha osservato Seno – situazioni correnti. Ci troviamo davanti a situazioni d’emergenza naturali che diventano piu’ frequenti per il riscaldamento generale del clima. Dall’altra siamo sempre piu’ esposti con un territorio urbanizzato, dove sono a rischio piu’ persone, piu’ oggetti, piu’ valori. Il costo complessivo dei danni provocati in Italia da terremoti, frane e alluvioni, dal 1944 al 2012, e’ stato pari a 242,5 miliardi di euro, circa 3,5 miliardi l’anno, secondo il Rapporto Ance-Cresme. Ma la media annuale – ha sottolineato l’esperto di geoscienze – non vuol dire nulla. L’entita’ dei danni oggi e’ molto maggiore rispetto a prima degli anni Cinquanta perche’ i territori sono urbanizzati, i valori immobiliari sono cresciuti cosi’ come i servizi in citta’. Prevenire – ha aggiunto – serve proprio a mettere in salvo le persone e quando e’ possibile tutelare gli oggetti. Prevenire ci migliora come comunita’ e evita danni. Peraltro gli strumenti tecnici per la prevenzione ci sono, e vanno utilizzati” ha chiesto. Nell’auspicare un ”incremento del dialogo tra scienziati e tecnici da una parte, e politici e decisori dall’altra” Seno ha stilato un vademecum per prevenire danni da dissesto idrogeologico: Pianificazione e aggiornamento zone pericolose. Interventi strutturali, come sanare edifici o mettere in sicurezza corsi d’acqua. Assicurare che il sistema della Protezione civile funzioni sempre. E’ strategico per ridurre i danni aumentare la consapevolezza dei cittadini e degli amministratori pubblici del fatto che viviamo in un Paese esposto e non si puo’ solo correre ai ripari ma va diffusa la cultura geologica per creare buone pratiche di comportamento. ”E’ indubbio che investendo su ambiente, energia e sulle geoscienze si possa inoltre generare occupazione – ha concluso il geologo – contribuire alla ripresa, nonche’ migliorare la qualita’ della vita e sicurezza del nostro territorio”.
Alluvione Genova: con l’urbanizzazione crescono i disastri naturali


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