Archeologi: dalle Ande all’isola di Pasqua, i viaggi dell’uomo primitivo

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monoliti-dellisola-di-pasquaLe grandi migrazioni dell’uomo fuori dalla natia Africa lo condussero molto più lontano e a quote assai più elevate di quanto non si pensasse: è quanto risulta da due recenti scoperte secondo cui gli abitanti dell’Isola di Pasqua erano in contatto con quelli del continente sudamericano, i quali a loro volta avevano costruito l’insediamento neolitico più alto al mondo. Come spiega il quotidiano britannico The Independent, uno studio genetico ha infatti accertato che gli abitanti dell’Isola di Pasqua condividevano parte del Dna (circa l’8%) con i nativi americani, il che suggerisce uno stretto contatto fra le due popolazioni. La scoperta sembra rafforzare la tesi che dopo la prima ondata di colonizzazione che portò Homo sapiens dall’Asia nel continente americano attraverso l’Alaska, una seconda espansione via mare verso est portò alla colonizzazione della Polinesia fino alla remota Rapanui (“scoperta” dagli europei solo nel 1722). Quanto al continente sudamericano, un gruppo di archeologi ha riportato alla luce un insediamento sulle ande peruviane risalente a 12mila anni fa: si trova a circa 4.500 metri di altitudine, considerato il limite fisico per la sopravvivenza e la riproduzione. Non è ancora chiaro se si trattasse di un sito utilizzato solo saltuariamente, ma i reperti sembrerebbero indicare attività stanziali di veri e propri gruppi familiari.