La Russia presenterà una richiesta all’agenzia competente delle Nazioni unite per allargare in primavera il suo territorio nell’Artico di circa 1,2 milioni di chilometri quadrati. L’ha annunciato oggi il ministro delle Risorse naturali e dell’Ambiente russo Sergei Donskoi, che ha sottolineato come questi territori celino importanti risorse energetiche.
“Presenteremo la richiesta all’Onu nella primavera del prossimo anno. Abbiamo grandi progetti sull’estensione dei confini russi nell’Artico”, ha detto Donskoi, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Interfax, in un incontro col presidente Vladimir Putin.
“L’approvazione della richiesta della Russia – ha continuato – rafforzerà i diritti sovrani su un territorio di 1,2 milioni di chilometri quadrati nell’Oceano artico e permetterà anche di migliorare le previste risorse internazionali di oltre 5 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio. E, naturalmente, questo consoliderà gli interessi geopolitici russi nell’Artico stabilendo il controllo e la giurisdizione per le nostre attività nel barino e nelle acque profonde”. Donskoi ha annunciato che Mosca ha “considerevoli prove” che ci sono importanti risorse nella parte orientale del bacino dell’Artico e ha detto che la Russia è il primo Paese al mondo ad aver condotto indagini sismiche alla ricerca d’idrocarburi al Polo Nord. Il ministro ha anche incontrato l’equipaggio della nave d’esplorazione Akademik Fyodorov che ha studiato le risorse energetiche nell’Artico e al Polo. “La spedizione è iniziata ad agosto e ha fatto anche più del lavoro programmato”, ha detto il ministro. “In particolare – ha aggiunto – le condizioni meteo hanno permesso (alla spedizione) di raggiungere il Polo Nordo e condurre lì la necessaria ricerca. Ora abbiamo tutte le basi per preparare una richiesta di alta qualità e presentarla alal commissione in tempo per essere presa in considerazione”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?