Cumino: la spezia dei Faraoni dalle sorprendenti proprietà benefiche e culinarie

CUMINO 2Il cumino (Cuminum cyminum), anche noto come cumino romano, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae o Umbelliferae, originaria del Mediterraneo e ora diffusa anche nel Nuovo Mondo. I suoi semi sono stati ritrovati nelle tombe dei Faraoni; segno che questa spezia veniva adoperata già nei tempi antichi, impiegata dagli Egizi per curare il mal di pancia. Fumato, il cumino era utilizzato come droga in India, mentre in Europa serviva come moneta di scambio ai tempi del Medioevo.

La pianta, che cresceva abbondantemente nei giardini dei monasteri, ha fiori molto piccoli, bianchi o rosa, disposti ad ombrello, ed ogni frutto contiene un singolo seme, molto simile a quello dei finocchi e dell’anice, anche se più piccolo, di forma allungata e di colore più scuro. Esiste anche il cumino bianco, dal sapore più delicato, mentre con la definizione di cumino nero si indicano altre due piante: il Bunium persicum e la Nigella sativa. Gusto amaro, forte odore dolciastro, il cumino, che vanta 375 calorie ogni 100 gr. di prodotto, ha proprietà digestive (efficace la tisana preparata con semi di cumino e finocchio, bevuta dopo pranzo) mentre i semi, masticati, combattono l’alitosi, aumentando l’appetito. In fitoterapia, funge da immunostimolante e modulante, con potere regolatore del sistema immunologico. E’ il carvone, in particolare, a fungere da stimolante dell’attività gastrica e da antinfiammatorio intestinale, rendendo il cumino un valido alleato nei casi di gastriti, dispepsie, colon irritabile e coliti, mancanza di appetito e alterazioni della flora batterica intestinale. Il cumino nero, poi, stimola la produzione di interferone, contrasta le cellule tumorali e aumenta il numero delle cellule D, produttrici di anticorpi.

CUMINO 1Tra le altre componenti benefiche di tale spezia: l’acido linoleico, che stabilizza la membrana cellulare, le prostaglandine, con azione antinfiammatoria, che impediscono le reazioni che causano le malattie croniche. Le fibre alimentari in esso contenute, con le loro proprietà carminative, stimolanti, antimicotiche e antimicrobiche, favoriscono il transito intestinale e curano le infezioni e le lesioni del sistema digestivo, prevendo la comparsa delle emorroidi. Il cumino, inoltre: previene il diabete, riducendo il rischio di ipoglicemia; combatte l’insonnia, alleviando stress e ansia, con effetto tranquillante e conciliatore del sonno; grazie alla caffeina e agli altri oli aromatici e disinfettanti libera le vie respiratorie, curando raffreddore, tosse, asma e bronchite; contiene vitamina C, che rafforza il sistema immunitario, stimola l’attività dei globuli bianchi, combatte i radicali liberi e previene le malattie cardiovascolari; contrasta l’aerofagia; grazie al ferro combatte l’anemia, per via di ferro e calcio tutela la salute delle donne in gravidanza e durante l’allattamento, portando ad un aumento della produzione di emoglobina e del flusso sanguigno al cervello, migliorando le prestazioni e riducendo i disturbi cognitivi. Il cumino, in più, migliora il metabolismo, aumenta la forza, tutela la salute della pelle, ha proprietà disintossicanti e antitumorali. E’ acquistabile, normalmente,  nei supermercati, in erboristeria o nei negozi specializzati in spezie.

Sia macinato che in semi, aromatizza molti piatti. Ad esempio, nella cucina nord-europea, i suoi semi vengono utilizzati nelle panature, nelle zuppe di legumi, nei ripieni di carne come polpette e nei prodotti da forno. Inoltre, esso è diffuso anche nella preparazione di liquori: dalla sua distillazione si ottiene il noto liquore tedesco kummel. Nella cucina est-europea, invece, lo ritroviamo prevalentemente nella ricetta del gulasch. E’ diffusissimo anche nella cucina etnica : in India, per esempio , è impiegato nella preparazione di miscele di spezie ed è uno dei componenti principali della miscela del curry. Il cumino è presente, inoltre, in molti piatti mediorientali e dell’Africa settentrionale come riso, tajine di agnello, spiedini di carne, polpette e zuppe. In Messico si usa nel chili di carne ed è un ingrediente fondamentale del guacamole, mentre in Spagna nel ragù, mescolato allo zafferano.