Considerare la dieta mediterranea come uno stile di vita salutare, utilizzando scienza e tecnologia per coadiuvare al meglio l’assunzione dei singoli alimenti tenendo conto delle esigenze individuali: e’ questo il principio cardine che e’ stato posto alla base della riunione annuale della Societa’ Italiana di Nutrizione Umana (Sinu). “L’obiettivo e’ fissare le rotte future da seguire – ha spiegato Furio Brighenti, presidente Sinu – con un convegno diverso dal solito in cui si sono approfonditi, tra gli altri, temi riguardanti il microbiota intestinale e il ruolo delle scienze omiche”, le scienze cioe’ che studiano specifici ambiti della biologia molecolare. Il tema portante del convegno riguarda le abitudini alimentari e abbiamo posto l’accento sugli indicatori di aderenza a una dieta particolarmente salutare come e’ la mediterranea. Mangiare mediterraneo deve essere facile come curarsi. Deve diventare un’abitudine da seguire cosi’ come si segue una terapia farmacologica. E’ necessario passare dal singolo nutriente ad un comportamento alimentare sano. Un esempio puo’ essere nel ruolo centrale che i carboidrati rivestono nella dieta mediterranea in quanto la loro assunzione non comporta l’aumento della glicemia”. “La scienza ha confermato le capacita’ preventive in ambito cardiovascolare e in disturbi cognitivi – ha spiegato Roberto Ciati responsabile sostenibilita’ gruppo Barilla -. Inoltre la dieta mediterranea e’ un sistema nutrizionale che ben si adatta anche alle culture alimentari, ad esempio, dei paesi nordici”.
La dieta mediterranea? “E’ uno stile di vita”: dalla scienza gli strumenti per migliorare l’alimentazione


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?