Thomas Eric Duncan, il liberiano malato di ebola e ricoverato a Dallas e’ in stato “critico”: gli viene somministrata a una cura sperimentale, e’ collegato a un ventilatore ed e’ sottoposto a dialisi renale; ma adesso la procura della contea valuta la possibilita’ di incriminarlo con l’accusa che abbia esposto “volontariamente” al virus il resto della popolazione. Duncan atterro’ negli Stati Uniti proveniente dalla Liberia lo scorso 20 settembre per sposare la madre di suo figlio e cominciare una nuova vita in Usa. Ma in partenza da Monrovia, compilo’ un formulario sanitario in cui assicurava di non aver avuto alcun contatto con persone malate di ebola. Una versione smentita dai fatti, perche’, quando si e’ saputo che era malato di ebola, persone a lui vicine hanno raccontato che, qualche giorno prima della partenza, aveva aiutato a trasportare una donna contagiata con il virus in un centro sanitario, dove successivamente la donna mori’. Di qui la decisione della magistratura inquirente americana. “Stiamo valutando se Duncan espose al virus intenzionalmente o coscientemente la popolazione”, ha spiegato al Washington Post Debbie Denmon, portavoce dell’ufficio della procura del distretto. “Uno non puo’ semplicemente salire su un aereo, mentire in un formulario di viaggio, arrivare negli Stati Uniti e mentire in un documenti medico”.
Ebola: “critico” il paziente di Dallas, e potrebbe essere incriminato


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