Ebola, esperto Oms: “in Usa e Ue carenze nei sistemi di controllo”

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Sierra Leone Ebola“Purtroppo ci sono state delle deficienze nei sistemi di controllo. Diciamo che la situazione e’ sfuggita un pochino di mano”. Lo ha detto all’AGI Roberto Bertollini, rappresentante dell’Oms presso l’Ue, riferendosi ai casi diebola in Europa e negli Stati Uniti. Parlando a margine della conferenza “Salute nel Mediterraneo”, che si tiene oggi e domani a Roma, Bertollini ha tuttavia sottolineato che a essere a rischio in Europa e in America “sono gli operatori sanitari di ritorno dalle zone colpite”. Quindi “bisogna fare in modo che queste persone che sono state a contatto con i malati non vadano in giro e che siano controllate ogni giorno, magari restando anche a casa. Cosa che non e’ accaduta negli Stati Uniti”, ha proseguito Bertollini osservando che comunque sia “entrambe le infermiere americane che avevano contratto il virus sono guarite e non ci sono stati altri casi”. Non bisogna quindi fare allarmismo, ha proseguito l’esperto, ricordando che in Italia non c’e’ stato ancora nessun malato e che in Europa ci sono stati “soltanto casi di importazione”. Quanto all’ipotesi di bloccare i voli provenienti dai paesi colpiti, “se fosse efficace nessuno si opporrebbe, ma il fatto e’ che non e’ cosi’ perche’ la gente si muove comunque in modo indiretto e non si puo’ fermare”. Inoltre, “la malattia si trasmette solo quando si sviluppano i sintomi e ad ogni modo soltanto con i fluidi biologici. Dobbiamo dirlo e ridirlo piu’ volte affinche’ le persone si convincano di questa cosa”. Per quanto riguarda invece la possibilita’ che il virus arrivi con i migranti, la risposta e’ secca: “Piu’ facile che approdi in business class perche’ la persona malata non ce la farebbe ad arrivare attraversando prima il deserto e poi il Mediterraneo in barcone”. Il fatto “e’ che dobbiamo fermare l’epidemia in Africa e per farlo occorrono uomini, risorse, buona volonta’ e raziocinio”.