Ebola: fermare l’epidemia è possibile, la Nigeria insegna

La Nigeria ha qualcosa da insegnare al mondo sul virus Ebola. Il paese più popoloso dell’Africa infatti ha registrato 20 casi di febbre emorragica e otto decessi, poi il contagio è stato fermato; e tra una settimana scade il periodo di 42 giorni indicato dall’Oms (l’Organizzazione mondiale della Sanità) per dichiarare sconfitta l’epidemia nel Paese, dal momento che nessun nuovo caso è stato registrato da inizio settembre.
Il presidente Goodluck Jonathan – commenta l’Independent – è stato probabilmente affrettato nel dichiarare all’Assemblea generale dell’Onu che la “Nigeria è Ebola-free”, ma sicuramente la risposta del governo nigeriano all’emergenza sanitaria è stata esemplare.
Il primo caso è stato a luglio, quando un tecnico liberiano-americano, sbarcato a Lagos, è svenuto all’aeroporto.
Una volta diagnosticata la malattia già erano stati esposti al contagio almeno tutti e 72 i passeggeri del volo, oltre all’intera area dell’aeroporto e dell’ospedale. Un rischio enorme per una megalopoli da 21 milioni di abitanti.
Lo staff del primo centro medico ha pagato un caro prezzo per il suo lavoro: 11 sanitari e le loro famiglie hanno contratto il virus e quattro sono morti. Le autorità hanno immediatamente rintracciato tutti coloro che avevano avuto contatti con i pazienti Ebola e circa 900 persone, 362 a Lagos e 529 a Port Harcourt, sono state monitorati per 21 giorni. Ognuno doveva riferire due volte al giorno alle autorità sanitarie del proprio stato di salute, anche con semplici sms.