Per cercare di tranquillizzare i cittadini sul fatto che le possibilità di contagio siano molto basse, Obama ha chiesto alle autorità americane di essere “molto più decise” nel monitorare i futuri casi di Ebola e al sistema sanitario federale di dare risposte in 24 ore. Dopo il secondo caso di contagio diagnosticato ieri a una operatrice sanitaria a Dallas, il presidente degli Stati Uniti è tornato a parlare della malattia che in Liberia, Guinea, Sierra Leone ha ucciso oltre 4.000 persone, rassicurando sul fatto che “il pericolo di ammalarsi di Ebola e il pericolo di una epidemia qui negli Stati Uniti sono minimi, ma stiamo prendendo la questione molto seriamente ai più alti livelli di governo”.
Proprio ieri Obama ha posticipato il suo viaggio in New Jersey e in Connecticut per restare a Washington, dove ha avuto prima una conference call con i leader di Italia, Regno Unito, Francia, Germania e Giappone, e poi ha incontrato i suoi ministri per una riunione di emergenza. “La situazione è seria”, ha detto Obama, ricordando le preoccupazioni che ha espresso agli altri leader mondiali nel colloqui pomeridiano. “Bisogna agire nell’Africa occidentale, alla fonte dell’epidemia di Ebola e bisogna farlo in fretta”, con l’aiuto di tutta la comunità internazionale, ha aggiunto il presidente, ricordando che l’Ebola non è “un’influenza” e per questo non ci sono possibilità di trasmissione aerea. “Non dobbiamo perdere di vista l`importanza di una risposta internazionale a quello che sta accedendo in Africa Occidentale. Sono assolutamente certo che possiamo prevenire una seria diffusione del virus qui negli Stati Uniti, ma il nostro compito diventa più difficile se questa epidemia va fuori controllo in Africa. Se lo farà, allora si diffonderà a livello globale”, ha continuato il presidente. “All`opinione pubblica voglio dire che il pericolo di ammalarsi di Ebola e il pericolo di una epidemia qui negli Stati Uniti sono minimi, ma stiamo prendendo la questione molto seriamente ai più alti livelli di governo”, ha concluso.
Ebola, Obama: minimo il rischio di un’epidemia negli USA


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