Ebola: operatore in isolamento su nave da crociera, prelevato per precauzione

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PORTUGAL-WAFRICA-HEALTH-EBOLAIl dipendente dell’ospedale texano dove è morto di ebola il ‘paziente zero’, Thomas Eric Duncan, che si è messo in isolamento nella sua cabina a scopo precauzionale sarà portato via dalla nave da crociera su cui si trova. La persona – di cui non sono state rese note le generalità – si è imbarcata domenica prima che i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, organismo federale che si occupa di salute, modificassero le misure di sicurezza per i lavoratori a contatto con Duncan; finora, due infermiere hanno contratto il virus. Il dipendente dell’ospedale non è in realtà mai entrato in contatto diretto con il malato, ma con i suoi campioni clinici. Non mostra sintomi “19 giorni dopo aver lavorato con i campioni di Duncan”, ha reso noto il dipartimento di Stato, ma il governo degli Stati Uniti ha deciso di riportarlo a casa “per eccesso di precauzione”. Il periodo d’incubazione va dai due ai 21 giorni; una persona, anche se ha contratto il virus, non rischia di contagiare gli altri finché non mostra i sintomi della malattia. Secondo il Washington Post, la guardia costiera del Belize avrebbe impedito alla nave della Carnival Cruise di attraccare, saputo della presenza di una persona che potrebbe aver contratto l’ebola. Duncan, il primo caso di ebola diagnosticato negli Stati Uniti, è morto nel Texas Health Presbyterian Hospital l’8 ottobre. Il virus dell’ebola è trasmesso attraverso il contatto con i fluidi corporei, come muco o sangue, ma anche attraverso le lacrime e la saliva, il vomito e le feci. Negli Stati Uniti c’è preoccupazione per le due infermiere contagiate, Nina Pham e, soprattutto, Amber Vinson, a cui l’ebola è stato diagnosticato questa settimana, il giorno dopo aver preso un aereo da Cleveland a Dallas. Da allora, i Centri per la prevenzione e il controllo della malattie hanno avvisato i 132 passeggeri a bordo del suo stesso velivolo. Ieri, le autorità hanno però fatto sapere che Vinson avrebbe mostrato i sintomi già prima del viaggio e per questo stanno cercando di contattare anche le persone che erano con lei sull’aereo che l’aveva portata da Dallas in Ohio. Le due infermiere sono tra i circa cento lavoratori che si sono occupati di Duncan in ospedale. Il nuovo protocollo del Cdc prevede “l’automonitoraggio”, che comprende per esempio il controllo giornaliero della propria temperatura, visto che la febbre è uno dei sintomi più comuni. “Oggi, ogni persona del Texas Health Dallas entrata in contatto con un paziente che ha contratto l’ebola è sotto attivo monitoraggio per 21 giorni dopo l’ultimo contatto con il malato” ha reso noto Daniel Varga, il primario della società Texas Health Resources, che gestisce l’ospedale.