Ebola: salone del gusto “proibito” alle delegazioni africane

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ebolaL’epidemia di Ebola e l’avanzata dell’Isis lasciano fuori dal Salone del gusto e dal suo evento gemello Terra Madre (l’incontro della rete mondiale delle Comunita’ del cibo creata da Slow Food) un pezzo d’Africa e del Medio Oriente. Resteranno a casa i delegati di Sierra Leone, Liberia e Guinea, paesi dove, al momento, e’ piu’ grave la diffusione del virus, e dei villaggi della Siria passati sotto il controllo del Califfato. Altre defezioni non sono escluse, da qui al 22 ottobre, quando Terra Madre verra’ ufficialmente aperta con la cerimonia che, al PalaAlpitour di Torino, riunira’ migliaia di delegati. Ma per ora e’ confermato l’arrivo in Italia di tutti gli altri Paesi africani, dell’Afghanistan e dell’est dell’Ucraina. Non e’ stato facile, per Slow Food, lasciare fuori dall’incontro dell'”altra diplomazia del cibo” le comunita’ africane. “Una scelta difficile – spiega il segretario generale Davide Buttignol – non c’erano divieti delle autorita’, ma alla fine abbiamo deciso che, per evitare eventuali pericoli, era meglio invitarli a restare a casa. Ma non li lasceremo soli. L’Africa e’ strategica per la politica della nostra associazione. In questi momenti cosi’ difficili aiuteremo le comunita’ dei paesi colpiti dall’Ebola facendo loro arrivare contributi per l’acquisto di cibi e medicinali”. Il Salone del Gusto-Terra Madre resta un sogno proibito, quest’anno, anche per i delegati dei villaggi siriani occupati dall’Isis. E la rete di produttori di Slow Food ha perso anche un giovane palestinese, Emad Asfour, delegato di Terra Madre nella striscia di Gaza ed in Cisgiordania, ucciso nei bombardamenti.