Ebola: test a tappeto a Madrid e Dallas, il virus non non si ferma

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-Il mondo si interroga su come fermare l’epidemia di Ebola che in Africa non accenna a rallentare. Il virus costringe l’Europa e gli Usa a misure sempre piu’ restrittive e quasi non si contano piu’ i falsi allarmi: a Roma sono scattate le procedure di emergenza per un cittadino africano epilettico che si e’ sentito male all’ufficio immigrazioni, e per un altro caso a Milano di un ghanese che durante un processo si e’ sentito male e ha iniziato a sputare sangue facendo scattare il ricovero all’ospedale Sacco dove poi e’ stato escluso il contagio. Negli Usa, dopo la scoperta di una infermiera contagiata per avere assistito il paziente zero, sono scattati controlli a tappeto che hanno portato all’individuazione di un’altra persona che avrebbe US Ebolapotuto essere stata infettata. In Spagna restano gravi le condizioni della infermiera ricoverata a Madrid. Primo caso sospetto anche a Bruxelles. Nel pomeriggio e’ stato ricoverato all’ospedale Saint Pierre, specializzato in malattie tropicali, un paziente che a inizio mese si trovava in Guinea e che con i sintomi del virus. Ma e’ il ‘focolaio madre’ a fare paura: in Sierra Leone sta registrando un’accelerazione, con un totale di 2.950 casi all’8 ottobre e ”centinaia di nuove infezioni a settimana”, avverte l’Organizzazione mondiale della Sanita’ (Oms), rendendo noto che il Comitato di emergenza del Paese ha emanato delle ‘Raccomandazioni per la protezione delle famiglie’. I casi stanno aumentando ed i centri per il trattamento di Ebola, afferma l’Oms, non riescono a soddisfare la domanda per i ricoveri. Preoccupano anche i nuovi alert che fanno luce sulla forza del virus capace di contagiare non solo prima dei sintomi ma anche dopo la guarigione per via sessuale. Il virus Ebola e’ infatti ”vitale e’ stato isolato nello sperma umano fino a 7 Spain Ebolasettimane dopo la guarigione”. Serbatoi di virus Ebola, si legge nel report, ”sono stati individuati nel latte materno e sperma dopo la scomparsa del virus dal sangue”. Il vertice del 16, richiesto dall’Italia, servira’ per fare il punto sul coordinamento delle azioni degli Stati membri contro il virus e verificare l’efficacia delle procedure di screening in vigore nei Paesi colpiti. Ma anche per inviare un messaggio di impegno da parte dei Paesi e rassicurare cosi’ l’opinione pubblica europea. E anche il presidente degli Stati Uniti Obama ha annunciato un vertice per individuare nuove misure di sicurezza alla luce delle preoccupazioni per la situazione a Dallas. L’approccio con cui si affronta l’emergenza Ebola negli Stati Uniti “sara’ cambiato sostanzialmente”, afferma il responsabile del Cdc, la massima autorita’ sanitaria in Usa, Thoma Frieden. “Stiamo ripensando la nostra strategia per controllare l’infezione e i nostri protocolli per il trattamento dei pazienti – ha detto Frieden – perche’ ogni singolo contagio e’ inaccettabile”. Frieden ha quindi sottolineando come in queste ore i controlli si concentrano su tre categorie di persone a contatto con l’infermiera contagiata: il personale medico e ospedaliero, una parte dei pazienti ricoverati nell’ospedale di Dallas, parenti e conoscenti. E c’e’ chi in Italia, come il presidente del Veneto, Luca Zaia, sostiene che ”sia doveroso alzare la guardia, chiudere le frontiere ed avviare tutte quelle attivita’ che in altre parti del mondo si stanno adottando. Non capisco per quale motivo si affronti ad esempio il tema dei profughi dicendo che Ebola non sara’ mai un problema su questo fronte”.