Ebola, la testimonianza shock del medico infetto: “è terribile, come se il corpo non ti appartenesse più”

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ebola10“E’ come se il corpo non ti appartenesse piu'”. A parlare e’ Senga Omeonga, il chirurgo in Liberia che ha contratto l’ebola lo scorso agosto ma guarito grazie al farmaco sperimentale ‘Zmapp’. “E’ difficile da descrivere – ha detto Omeonga in un’intervista telefonica a Newsweek – sono una persona sana e questa e’ stata la mia prima esperienza con una malattia del genere. E’ stato brutto. Ti senti estremamente debole non riesci a fare niente. Hai vomito, febbre, mal di testa. Non e’ come avere la malaria, con l’ebola ti senti senza speranza”. Omeonga e’ stato infettato dal direttore del St. Joseph Catholic Hospital di Monrovia. Lo stesso a meta’ luglio aveva detto di aver stretto la mano ad un uomo poi diagnosticato con il virus. Dopo essersi sentito poco bene ha fatto il test per ebola ma e’ risultato negativo e i sintomi dell’uomo sono stati curati come malaria o tifo. “Io e i miei colleghi – continua Omeonga – ci siamo sentiti sollevati dopo i risultati. Abbiamo continuato ad indossare guanti ma senza essere troppo rigidi”. Una settimana dopo il direttore si e’ aggravato e ad un nuovo esame e’ risultato positivo. A quel punto tutto l’ospedale e’ stato messo in quarantena. Il direttore e’ morto il due agosto, lo stesso giorno Omeonga ha cominciato a sentirsi male. Nello stesso ospedale si sono ammalate altre 15 persone, nove sono morte, sei, compreso Omeonga, sono sopravvissute, tre delle quali grazie al farmaco sperimentale. Tuttavia la cura non e’ andata sempre liscia per il medico, durante il trattamento, infatti, ha rischiato di non farcela in seguito ad uno shock anafilattico. “E’ stato un errore medico – ha spiegato – perche’ non mi hanno dato dei farmaci antiallergici. Cosi ho cominciato ad avere brividi, difficolta’ respiratorie e un forte mal di testa. A quel punto hanno dovuto sospendere il farmaco e curarmi con il cortisone”. Attualmente il chirurgo e’ ancora in via di guarigione anche se e’ stato dichiarato ‘ebola-free’, tutta la sua famiglia invece si e’ trasferita temporaneamente in Canada per evitare il rischio di contagio.