Sono 51 i morti accertati dell’eruzione del vulcano Ontake, nel cuore del Giappone, letteralmente “esploso” la scorsa settimana. Era il 27 settembre, ed è stata l’eruzione vulcanica più letale della storia recente del Giappone, almeno dal dopoguerra ad oggi. Altre 15 persone circa risultano disperse, oltre 75 feriti. Le vittime erano quasi tutte appassionati di trekking di un gruppo assicurativo, che si erano organizzati tra amici per un’escursione sul vulcano. Erano amanti della natura che studiavano le piante selvatiche. Tutti gli escursionisti avevano un’età compresa tra 30 e 59 anni, solo 3 erano bambini e cinque over 60. Una delle guide dell’escursione aveva scattato circa 100 foto di quella giornata, per mostrare alla moglie come mai quel giorno non era a casa. Le immagini sono state ritrovate nella sua macchina fotografica, graffiata e ammaccata, sulla vetta del vulcano.
Masahito Ono, funzionario del turismo della prefettura di Nagano, spiega che “la stagione migliore per fotografare le foglie e la natura è appena iniziata, il tempo era bello, era il fine settimana, era ora di pranzo“. L’escursionismo è diventata una delle attività all’aria aperta più popolare di tutto il Giappone: nella prefettura di Nagano oggi gli escursionisti sono 730.000 l’anno, il 30% in più di cinque anni fa.
Hideomi Takahashi, 41 anni, era una delle guide dell’escursione. Giovedì al suo funerale la famiglia ha mostrato alcune foto con gli ultimi minuti della sua vita, in cui si vedono alcune immagini dell’eruzione. Hideomi lascia la moglie, due figli e tanti amici.
Il 59enne Izumi Noguchi era un altro dei più esperti: stava salendo da solo, come al suo solito. La moglie Hiromi ha stampato tutte le 100 fotografie che ha ritrovato nella fotocamera digitale dell’uomo, come ricordo del marito che non c’è più. In una, si vede chiaramente l’eruzione che si dirige verso di lui. “Questa foto è incredibile. Ma avrei preferito che si rifugiasse da qualche parte invece di scattare foto. Spero di andare di nuovo in gita lassù, magari tra 10 anni, voglio vedere anche io quello che ha visto mio marito“.







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