Le operazioni di ricerca di eventuali superstiti sul vulcano Ontake, nel Giappone centrale, sono state sospese oggi a causa della pioggia, mentre il bollettino delle vittime, salite ad almeno 48 confermate, fa dell’eruzione di sabato la piu’ grave in termini di vite umane dal dopoguerra. Circa 1.000 agenti di polizia, vigili del fuoco e militari delle Forze di Auto-difesa, hanno riavviato in mattinata i soccorsi, includendo il recupero dei corpi trovati vicino alla vetta, poi sospese per il maltempo. Poco prima di mezzogiorno, infatti, la pioggia ha costretto i soccorritori a rivedere i piani, anche a causa del rischio di smottamenti e frane per lo strato di cenere accumulatosi che ha superato il mezzo metro. L’Agenzia meteorologica giapponese ha stimato nel pomeriggio una piovosita’ oraria fino a 15 millimetri, piu’ che sufficiente per mettere a rischio la vita degli uomini al lavoro. Il bilancio delle vittime, pari finora a 47, e’ peggiore delle 43 vite umane perdute a seguito dell’eruzione del 1991 del vulcano Fugen, nella prefettura sudoccidentale di Kagoshima. Tutti i corpi ritrovati a ridosso della vetta sarebbero stati trasportati a valle, mentre la causa principale dei decessi e’ da attribuirsi ai pesanti sassi scagliati dal vulcano durante l’improvvisa eruzione, che ha sorpreso quasi trecento persone. Le autorita’, con il numero dei dispersi tuttora incerto, stanno tentando di accertare la sorte di 24 escursionisti saliti dalla citta’ di Kiso, ai piedi del vulcano.
Giappone, eruzione vulcano Ontake: la pioggia ferma i soccorsi


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