Il Lago di Aral, secondo le ultime immagini, si è completamente prosciugato. Per questo motivo, l’Uzbekistan ha lanciato oggi un appello per ulteriore aiuto internazionale per salvare lo specchio d’acqua ormai vuoto. Quello del Lago d’Aral è considerato uno dei peggiori disastri ambientali dell’Asia centrale. A devastarlo sono stati, in particolare, i progetti d’irrigazione sovietici degli anni ’60. Foto via satellite della Nasa, il mese scorso, hanno mostrato che il bacino meridionale del lago, una volta il quarto più grande specchio d’acqua interno, è completamente prosciugato “per la prima volta nella storia moderna”.
Il presidente uzbeko Islam Karimov ha chiesto una conferenza internazionale di esperti e donatori per venire in aiuto del lago. “I Paesi della regione non hanno sufficienti fondi e strumenti logistici per affrontare le conseguenze ambientali, socio-economiche e umanitarie del disastro”, ha scritto Karimov in un appello. “Oggi – ha aggiunto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon in un videomessaggio – il mare d’Aral è sull’orlo dell’estinzione. Questa perdita avrà effetti su milioni di persone in Uzbekistan e fuori”. L’estinzione dell’Aral è considerato il peggiore disastro ambientale provocato mai dall’uomo. Il suo prosciugamento è ritenuto da alcuni esperti un cataclisma, in una regione in cui già si sono prodotte tensioni proprio per la distribuzione dell’acqua. Oltre alla distruzione dell’industria della pesca e delle altre industrie che vivevano del rapporto con il lago, c’è un grave problema d’inquinamento. Ogni anno migliaia di tonnellate di polvere piena di sale, per lo più contaminata da pesticidi, si diffonde provocando danni alla salute.






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