Il corbezzolo (Arbutus unedo) è un arbusto o piccolo albero sempreverde, originario del bacino del Mediterraneo e della costa atlantica fino all’Irlanda, appartenente alla famiglia delle Ericaceae. Tipico della macchia mediterranea, è considerato, a partire dal Risorgimento, il simbolo dell’Unità d’Italia, poiché in autunno presenta sullo stesso ramo foglie verdi, fiori bianchi e frutti rossi, proprio come la bandiera del nostro Paese… particolare vivacità cromatica che dona un tocco di calore e colore al grigiore autunnale, dovuta alla curiosa caratteristica di quest’arbusto sempreverde di fiorire da settembre a dicembre e fruttificare da agosto a novembre dell’anno successivo, per cui capita che nel periodo autunnale siano presenti contemporaneamente, sulla stessa pianta, sia i frutti maturi che i fiori per i frutti dell’annata successiva.
Pascoli, all’interno dell’ode “Al corbezzolo”, riprende la vicenda di Pallante, figlio di Evandro, alleato di Enea nella guerra contro Turno, re dei Rutuli. Enea è destinato, con la sua stirpe, a essere progenitore di Roma e quindi dell’Italia. Nella visione del poeta , il giovinetto Pallante, ucciso in combattimento da Turno, è il primo eroe caduto per l’Italia. Nell’“Eneide” (XI, vv. 64-65) si legge che il feretro di Pallante fu intrecciato con ramoscelli di corbezzolo e rami di quercia. Il Pascoli, grande classicista, ma anche appassionato conoscitore di arbusti e piante in genere, vede nel feretro di Pallante il primo Tricolore, perché nel corbezzolo (o albatro), tra le foglie verdi, spuntano ancora i fiori bianchi quando già le bacche sono rosse. Partendo proprio dalle foglie, è risaputo che esse sono davvero efficaci per la nostra salute per via di diverse sostanze di una certa caratura presenti al loro interno (derivanti fenolici come. l’arbutina, geniposside, monotropeina; tutte sostanze antiossidanti che, insieme ai flavonoidi, contrastano l’invecchiamento cellulare, aiutandoci a sostenere le difese immunitarie dell’organismo.
Importanti anche i tannini e le resine, con la conseguenza che il corbezzolo possiede ottimi effetti antinfiammatori, astringenti e antisettici, facendo scomparire i gonfiori dovuti a traumi, regolarizzando l’intestino, contrastando la diarrea. Ha anche funzioni antisettiche, combattendo le infezioni, fungendo da antibiotico naturale. Così come l’uva ursina o uva orsina, è estremamente indicato per le affezioni del tratto urinario, sebbene non esagerando con le dosi per evitare lo sviluppo di fastidi gastrici. Una vera e propria delizia del palato è il miele di corbezzolo, prodotto tipico della Sardegna, noto per le sue proprietà balsamiche, antispasmodiche, antisettiche e diuretiche, mentre sulla pelle è consigliabile il decotto di foglie, ottimo tonico, astringente per i pori.
Una curiosità: bere decotti di foglie di corbezzolo dà sintomi molto simili a quelli di una sbronza allegra: bastano 7 grammi di foglie macinate ogni tazza d’acqua bollente, lasciate in infusione per un quarto d’ora. Lasciate raffreddare, aggiustate di miele e servite in bicchieri da long drink per una serata spensierata, all’insegna di risate assicurate! Ovviamente è opportuno non esagerare poiché un uso eccessivo di decotti a base di foglie di corbezzolo può provocare stitichezza; il consumo di troppi frutti può provocare nausea e stipsi (proprio come suggerito dall’origine del nome scientifico : “ar”, in celtico, vuol dire “acerbo, astringente”, mentre “unedo” forse deriva dalle 3 parole latine “unu tantum edo”, “ne mangio uno soltanto”). Il corbezzolo si adatta con enorme facilità alla maggior parte dei terreni, prediligendo substrati leggermente acidi, evitando quelli più calcarei. Si adatta benissimo anche ai terreni che hanno subito incendi e cresce durante i periodi di siccità.


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