L’uragano “Gonzalo” devasta le Bermuda: all’aeroporto internazionale di St. David’s registrata una raffica a 181 km/h, domani raggiungerà Terranova

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ana-modis-oct14Come avevamo previsto, lo scorso mercoledì, l’uragano “Gonzalo”, durante la sua risalita verso nord-nord/est, nella giornata di ieri si è avvicinato pericolosamente alle isole Bermuda, portando su di esse venti violenti, che nella tarda serata di ieri, durante il passaggio delle tempeste più violente localizzate sul lato meridionale del ciclone, hanno toccato un picco assoluto di ben 181.5 km/h da Ovest, come segnalato dal metar delle 11:55 PM (ora locale) di venerdì 17 Ottobre. Il nucleo centrale dell’uragano, che durante il passaggio sulle isole aveva mantenuto la 3^ categoria della Saffir-Simpson, con una pressione centrale di 947 hpa e venti medi sostenuti oltre i 190 km/h nell’area attorno l’occhio, è transitato alla distanza minima, tanto che l’occhio centrale del sistema ha appena lambito, per circa 20 km, l’isola di Bermuda. L’arrivo dell’uragano è stato preceduto dall’avvento di forti venti, da SE, in successiva rotazione da E-SE ed Est, e in ulteriore intensificazione dalla serata di ieri, con raffiche fino a 153 km/h, e venti medi sostenuti prossimi ai 120 km/h. Il sensibile rinforzo della ventilazione ha causato anche un rapido incremento del moto ondoso, con lo sviluppo di ondate davvero imponenti, che hanno raggiunto i 6-7 metri di altezza nel tratto di oceano ad est delle Bermude.

Il radar riprende il passaggio ravvicinato dell'uragano alle Bermuda
Il radar riprende il passaggio ravvicinato dell’uragano alle Bermuda, con l’occhio vicino all’isola principale di Bermuda

Ma le onde più grandi si sono create proprio lungo il lato orientale di “Gonzalo”, lì dove erano attive le tempeste di vento più violente, da S-SO, Sud e S-SE, con venti formidabili, capaci di lambire la soglia dei 190-200 km/h. Queste furibonde tempeste hanno sollevate onde di “mare vivo” alte anche più di 7 metri, che sono andate ad infrangersi con grande impeto lungo i tratti di costa meridionali dei singoli isolotti, rompendosi rumorosamente sopra la barriera corallina in lunghi frangenti biancheggianti di spuma, ben visibili da distanze ragguardevoli. Nel corso della tarda serata di ieri, subito dopo che l’occhio di “Gonzalo” si è spostato pochi chilometri più a nord, l’isola di Bermuda è entrata nel lato più meridionale dell’uragano, quello dove si celavano le tempeste di vento più violente, da Ovest, che hanno spazzato con estrema forza sia l’isola di Bermuda che gli isolotti corallini (venti dei quali abitati) che compongono le Bermude. Difatti le Bermuda non sono altro che un arcipelago, costituito da un isola più grande, la principale, chiamata Bermuda (o Grande Bermuda), e da ben 300 isolotti corallini, chiamati “Bermude”. La fase clou delle tempeste di vento è entrata in scena poco dopo le 11:00 PM (ora locale) di ieri, quando l’arcipelago è stato letteralmente spazzato dai fortissimi e violenti venti da Ovest, che spiravano sul bordo meridionale di “Gonzalo”, appena a 45 chilometri a sud dall’occhio centrale. Le raffiche più forti sono state registrate proprio all’aeroporto internazionale St. David’s di Bermuda, quando il metar delle 11:55 PM (ora locale) segnalava l’avvento di venti violenti e turbolenti, da Ovest, con una velocità media sostenuta che ha raggiunto i 150 km/h e una raffica di picco fino a 181.5 km/h. Per circa 2 ore (fortunatamente poco, ciò ha evitato danni maggiori) Bermuda e gli isolotti corallini limitrofi sono stati sferzati da venti molto forti, violenti, che hanno raggiunto l’intensità di uragano di 2^ categoria sulla Saffir-Simpson, ma con raffiche di picco che a Bermuda hanno oltrepassato la soglia della 3^ categoria Saffir-Simpson.

La spettacolare immagine satellitare dell'uragano "Gonzalo" ripreso dalla Stazione Spaziale Internazionale
La spettacolare immagine satellitare dell’uragano “Gonzalo” ripreso dalla Stazione Spaziale Internazionale

I 181.5 km/h registrati dalla stazione di St. David’s rappresenterebbero la più potente raffica di vento finora registrata negli ultimi anni, visto che dall’Ottobre 2011 non si vedevano uragani di 4^ categoria Saffir-Simpson, dopo il passaggio di “Ophelia”. Purtroppo la furia eolica, scatenata dal passaggio cosi ravvicinato di “Gonzalo”, ha causato non pochi danni, estirpando buona parte della vegetazione, ad iniziare dalle bellissime palme, sui tanti isolotti. In alcune isole le raffiche fortissime hanno sradicato buona parte degli alberi, lasciando dietro una lunga striscia di danni, con tronchi d’albero abbattuti, da Ovest verso Est, lungo la direzione dei venti prevalenti che dominavano durante il passaggio delle tempeste più violente. Da notare come durante il transito sull’arcipelago “Gonzalo” aveva un occhio di 35 miglia di diametro, mentre i venti più violenti, con intensità di uragano, si estendevano su una superficie di circa 45 chilometri dall’occhio centrale. Ciò ha permesso che Bermuda e buona parte degli isolotti corallini prossimi ad essa venissero investiti in pieno dalle raffiche più forti che ruotavano a grandissima velocità attorno l’occhio centrale. Solo dalla mattinata odierna, con la lenta risalita del sistema verso nord-nord/est, le Bermuda sono uscite dalla circolazione ciclonica facente capo a “Gonzalo”, venendo interessate dagli ultimi venti di coda, da Ovest, che nel corso del pomeriggio tenderanno ulteriormente ad attenuarsi, scendendo ben al di sotto della soglia d’attenzione.

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel frattempo l’uragano, cominciando a scorrere su acque superficiali sempre meno calde, a largo dell’East Coast, proseguirà il suo cammino verso l’Atlantico, intraprendendo un tipo di traiettoria, verso nord-nord/est, che avvicinerà la tempesta verso il vecchio continente, dopo che quest’ultima verrà prontamente agganciata dal flusso perturbato principale delle medie latitudini, piuttosto ondulato in questo periodo, che esce dal Canada orientale e dal nord degli USA. Dal pomeriggio di domani le bande più nord-occidentali dell’uragano potrebbero avvicinarsi a Terranova, dando luogo anche a locali rovesci di pioggia, a tratti anche intensi, accompagnati da un rinforzo temporaneo della ventilazione da N-NE, NE ed E-NE. In seguito, ad inizio della prossima settimana, “Gonzalo” inizierà a sfilare verso l’Atlantico settentrionale. A contatto con le masse d’aria fredde polari marittime che dallo Stretto di Davis scivolano in mezzo all’Atlantico settentrionale, esso si evolverà in un profondo ciclone dalle caratteristiche extratropicale, con tanto di sistema “baroclino” e un intenso “gradiente barico orizzontale” (ereditato dallo status di uragano) ormai molto ristretto. Entro martedì i resti di questa circolazione depressionaria verranno quasi del assorbiti dalla profonda depressione d’Islanda.