Maltempo, donna morta a Catania: la palma era malata, in Sicilia 30.000 abbattute per il punteruolo rosso

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cataniaIl maltempo è stato l’evento scatenante, ma non la causa: la punta della palma crollata oggi a Catania nella centralissima piazza Cutelli di Catania provocando la morte di Patrizia Scalore, 49 anni, è al vaglio dei carabinieri del comando provinciale di Catania che indagano sul tragico incidente. A fare luce sulla vicenda sara’ l’inchiesta aperta dalla Procura di Catania, al momento un fascicolo contro ignoti che ipotizza il reato di omicidio colposo. Le indagini dovranno accertare le eventuali responsabilita’ sulla morte della donna che si era seduta su una panchina assieme alla figlia di 19 anni, che e’ rimasta illesa ma sotto choc, dopo avere preso un caffe’ in un bar vicino. Lo schianto e’ stato improvviso. La parte piu’ alta della palma ha centrato in pieno la vittima, uccidendola sul colpo. I rami hanno colpito la 19enne sulle gambe, procurandole delle lievi escoriazioni. “E’ stata una scena straziante – ricostruisce il titolare dell’edicola della piazza – mi sono girato dopo avere sentito un forte rumore e ho visto la donna seduta sulla panchina schiacciata dal pezzo di pianta, e la figlia inginocchiata ai suoi piedi che piangeva disperata”.

forte ventoSi stima che ben oltre trentamila palme solo in Sicilia siano state abbattute a seguito degli attacchi del punteruolo rosso, un insetto coleottero curculionide originario dell’Asia che si è diffuso negli ultimi anni in Italia nelle diverse regioni. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere cordoglio per la donna che è rimasta uccisa dalla caduta della parte sommitale del tronco di una palma che le si e abbattuto addosso mentre era seduta su una panchina in piazza Cutelli a Catania. Si tratta del Rhynchophorus ferrugineus (Olivier), comunemente conosciuto come Punteruolo rosso della palma per la sua livrea di colore rosso scuro che – sottolinea la Coldiretti – risulta molto dannoso a numerose specie di palme. Nel 1994 l’insetto è comparso per la prima volta in Spagna mentre la prima segnalazione in Italia è del 2004 dove si è verificata una progressiva espansione che ha decimato il patrimonio nazionale di palme. Un vero flagello – precisa la Coldiretti – che ha interessato il verde pubblico e privato in Sicilia, Campania, Calabria, Lazio, Liguria, Abruzzo e Molise. Il Punteruolo rosso è un organismo nocivo oggetto di misura di emergenza da parte della Comunità Europea (Decisione 2007/365/CE “Misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione nella Comunità di Rhynchophorus ferrugineus”) In Italia è in vigore il DM 07/02/2011 “Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro il Punteruolo rosso della palma Rhynchophorus ferrugineus”. I danni causati dalle larve – riferisce la Coldiretti – sono visibili solo in una fase avanzata dell’infestazione e sono rappresentati dall’anomalo portamento della chioma che perde la sua simmetria verticale e che successivamente si mostra completamente divaricata con l’aspetto ad ombrello aperto. Nelle fasi terminali la chioma della palma appare – spiega la Coldiretti – come “capitozzata” e collassa con la migrazione di massa degli insetti adulti presenti all’interno dello stipite per la ricerca di un nuovo esemplare di palma del quale alimentarsi. Il metodo più sicuro per evitare la diffusione del parassita è rappresentato dalla distruzione delle parti attaccate, di piante secche o gravemente compromesse. Per questo il decreto ministeriale del 7/2/2011 che recepisce una decisione della Commissione Europea relativa alle misure di emergenza per il controllo del Punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus) prevede la classificazione del territorio, in base ad indagini ufficiali, in zone indenni, zone infestate, zone di contenimento, zone cuscinetto. Le azioni previste dai piani di azione possono comportare misure di intervento volte alla distruzione delle piante, ad interventi fitosanitari o a vincoli nella commercializzazione dei vegetali sensibili. I costi derivanti dall’applicazione delle misure previste – conclude la Coldiretti – gravano su proprietari o conduttori, a qualsiasi titolo, dei luoghi ove sono presenti piante sensibili.