Maltempo, emergenza per il fiume Reno a Bologna: i tronchi fanno da diga [FOTO]

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2014101502477312968Sono previste ancora piogge intense fino a domani in Romagna e nella parte centro-orientale della regione. A Bologna il fiume Reno non preoccupa al momento, anche se rimane attivo il monitoraggio idro-meteorologico da parte di Arpa. Questa mattina, il Reno scorreva abbondante ma tranquillo nel suo letto in zona Santa Viola-Borgo Panigale. Ad attirare l’attenzione semmai, piu’ del livello dell’acqua, e’ la diga di tronchi e rami a ridosso dei piloni del Pontelungo che intralcia il corso del fiume. Non una novita’: ogni anno, in autunno e inverno, ilReno trascina sempre a valle una notevole quantita’ di materiale, che finisce per bloccarsi sotto i ponti in citta’ (e non solo). La pulizia di alveo e argini spetterebbe a Regione e Autorita’ di Bacino, anche se ogni si ripete il rimpallo di responsabilita’ col Comune: l’ultimo intervento, in ordine di tempo, e’ della primavera scorsa, dopo le piene di gennaio.

2014101502476912964Ma l’ostruzione da parte di tronchi e massi e’ un problema che riguarda anche i piccoli corsi d’acqua di Bologna, come i rii collinari, su cui l’Autorita’ di Bacino e’ in procinto di partire con una ricognizione. Il rischio, spiega il direttore Ferdinando Petri a Radio Citta’ del Capo, e’ che il materiale finisca nei canali tombati e crei danni significativi alla citta’. Il piu’ a rischio, in questo senso, e’ il Ravone. Con i tecnici del Comune di Bologna, Hera e del Consorzio di bonifica, spiega Petri, “provvederemo a una verifica dei rii collinari Ravone, Meloncello, Aposa e San Giuseppe e dei loro imbocchi. Ho la fondata preoccupazione che ci possano essere materiali sia legnosi che lapidei che potrebbero, in caso di piccole bombe d’acqua, precipitare all’interno dei canali tombati ed arrecare danni, non dico come quelli di Genova, ma sicuramente significativi alla citta’. Ed e’ quello che vogliamo evitare”. L’intenzione dell’Autorita’ di Bacino e’ iniziare “gia’ questa settimana, domani o dopodomani tempo permettendo, partendo dal Ravone che presenta condizioni di maggiore rischio. In ogni caso entro la prossima settimana avremo i primi dati”. La pulizia dei corsi d’acqua, segnala Petri, e’ fondamentale per evitare inondazioni e allagamenti. Lo scorso 20 settembre, ad esempio, e’ stato registrato un evento di piena che ha riguardato il bacino del Reno. “Abbiamo avuto danni milionari ad esempio sul Santerno, dove la pulizia era in corso”, afferma Petri, perche’ rami e tronchi sono stati trascinati a valle danneggiando argini e sponde. Solo per la pulizia e la manutenzione ordinaria degli argini nell’intera rete del bacino del Reno, spiega Petri, servirebbero “ogni anno 1,7 milioni di euro”, a fronte del milione scarsi a disposizione. Lungo i fiumi, afferma Petri, “non serve ne’ il deserto ne’ il bosco, ma piante giovani e flessibili che rallentano l’acqua senza essere divelti”. Sugli argini, in particolare, serve attenzione perche’ “se cresce la vegetazione gli animali fanno le tane”, che sono “bombe innescate” in caso di piena del fiume.