Il sindaco di Trieste Roberto Cosolini durante ha fatto il punto con la stampa sui danni provocati dal maltempo, che la notte scorsa ha visto cadere sulla città 115 millimetri di pioggia in due ore, un evento eccezionale, che non si verificava da vent’anni. Il primo cittadino prima di tutto ha espresso il cordoglio per la vittima della frana a Muggia. Rilevando quindi l’eccezionalità del fenomeno, ha ringraziato tutti coloro (personale della Polizia locale, AcegasAps, volontari della Protezione civile, ecc.) che fin dalle prime ore della notte si sono prodigati per far fronte alla situazione e che sono ancora al lavoro. Cosolini ha ricordato anche gli interventi preventivi messi in atto da AcegasApsAmga in diversi sottopassi, come pure l’azione d’informazione lanciata attraverso la rete dei social network.
Domani -ha detto il sindaco Cosolini- ho già in programma un incontro con le associazioni di categoria per fare il punto sulla situazione e sui danni. Il vicesindaco Fabiana Martini ha parlato dell’impegno della Polizia locale e dalle squadre dei volontari della Protezione civile comunale. E’ stato già completato l’intervento in via Costalunga dove l’obitorio oggi era chiuso per allagamento, mentre rimangono attualmente ancora chiuse varie strade. Oltre 500 sono state le chiamate alla sala operativa, con 99 richieste d’intervento. Capillare anche il ruolo svolto dai social network con il lancio di informazioni utili per cercare di evitare e contenere i problemi. Il primo tweet è stato lanciato all’una e 36 e ben 45 sono stati quelli lanciati per aggiornare sulla situazione. Le previsioni meteo per la sera, la notte e per domani danno piogge sparse. Il punto sull’attività operativa di AcegasApsAmga è stato tracciato dal direttore generale Roberto Gasparetto.
L’azienda ha messo in campo un centinaio di persone: una cinquantina per il recupero della zona cimiteriale (rimesso a posto l’obitorio da domani potranno riprendere i funerali) e altri cinquanta per ristabilire la funzionalità idraulica nella zona di via Costalunga, intorno al cimitero, con la messa in sicurezza del Rio Corgnoleto. Altri interventi hanno riguardato invece la sistemazione delle infrastrutture fognarie, il ripristino e la ridislocazione dei cassonetti. “Se pensiamo che in via Carducci sono saltati i tombini, cosa che non accadeva dal 1973 – ha detto Gasparetto – ci si può ben rendere conto dell’eccezionalità dell’evento atmosferico”. Un appello a incrementare l’attività di prevenzione, per contrastare il dissesto idrogeologico, è stato lanciato e dal presidente della Commissione urbanistica Mario Ravalico, che ha evidenziato come tra Santa Croce e Cattinara esistono e vanno monitorate una trentina di ”aste torrentizie”. All’incontro sono intervenuti tra gli altri anche il comandate della Polizia locale Sergio Abbate con il vice Luciano Momic, i vertici della Protezione civile e il consigliere comunale Roberto Decarli.
DANNI GRAVISSIMI – “Ho potuto constatare la forte e positiva reazione dei nostri concittadini colpiti dall’evento, in un momento peraltro gia’ difficile per la situazione economica generale”. Lo ha affermato l’assessore regionale Gianni Torrenti, dopo aver effettuato un sopralluogo nella zona del “ghetto” di Trieste, per avere riscontro dei danni causati dall’eccezionale evento atmosferico che ha colpito la citta’. Torrenti ha riferito di aver avuto incontrato alcuni esercenti che stavano lavorando per spazzare dall’acqua fangosa le proprie attivita’. Purtroppo, rileva l’assessore, alcuni locali e negozi hanno subito danni significativi, dovuti a cortocircuiti elettrici per l’allagamento e, sottolinea, “in modo particolare le attivita’ librarie per la maggior delicatezza del contenuto”.


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