Maltempo a Trieste: la scorsa notte il nubifragio più forte degli ultimi 20 anni [FOTO]

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trieste01Nella notte tra ieri e oggi, nell’arco di 4-5 ore, la pioggia nella provincia di Trieste ha superato i 100 millimetri di altezza: 123 mm a Muggia e 115 nel capoluogo giuliano. Tenuto conto della durata e dell’intensita’ della precipitazione, si e’ trattato dell’evento piu’ significativo degli ultimi venti anni nella provincia. Secondo dati Ismar-Cnr, una quantita’ di pioggia ancora superiore si era abbattuta sul territorio triestino nel 1926. Quanto alla sola intensita’ oraria delle precipitazioni – sottolinea Sergio Nordio, dalla sala meteo dell’Osservatorio Meteorologico Regionale Osmer – l’evento della scorsa notte e’ stato di portata inferiore, per esempio, a quello del 28 agosto 1995, quando la pioggia massima aveva superato i 50 millimetri in un’ora.

trieste06ZONA AD ALTO RISCHIO, EVENTI ESTREMI SEMPRE PIU’ FREQUENTI – Le case a Trieste, Muggia e lungo la zona costiera sono costruite su un pedio costituito da roccia impermeabile, che fa fatica ad assorbire l’enorme quantita’ d’acqua di eventi estremi come quello della scorsa notte. Lo spiega la geologa Martina Busetti, dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste. Il terreno si satura molto velocemente, non riesce a drenare e l’acqua rimane in superficie allagando strade e cantine e puo’ favorire eventuali smottamenti: crolli, piccole frane. “La cementificazione indebolisce ulteriormente la capacita’ drenante del terreno”, aggiunge Busetti. Sul Carso, invece, la situazione e’ completamente diversa, perche’ le rocce sono calcaree e l’acqua viene drenata dal sistema carsico. “Tipicamente – continua Busetti – il sistema di drenaggio naturale in prossimita’ dei centri abitati viene regimentato in canali, ma evidentemente la canalizzazione non e’ adeguata a smaltire la quantita’ d’acqua che viene giu’ in caso di eventi eccezionali”. Secondo la geologa, “la frequenza degli eventi estremi sta aumentando a causa del cambiamento climatico in atto e di cui bisogna tener conto nella pianificazione territoriale”.