Tenebrosa, misteriosa, spettrale, magica, contagiosa….ecco alcuni aggettivi che definiscono la festa di Halloween, una delle più celebrate al mondo; uno dei fenomeni culturali e commerciali più forti dell’economia globale. Il nome Halloween, in irlandese “Halloe E’en”, deriva dalla forma contratta di “All Hallows Eve” , dove “Hallow” è una parola arcaica inglese che significa “Santo”(come si vede ancora nel Padre Nostro inglese: “Hallowed be thy name” , “Sia santificato il tuo nome”); quindi vigilia di Tutti i Santi; festeggiata fin dal VIII secolo, da quando Papa Gregorio III spostò al 1° novembre la solennità di Tutti i Santi, pare su richiesta di monaci irlandesi, mentre fu papa Gregorio VI, su istanza del Re franco, ad estendere la festività a tutto l’Occidente nell’835.
Il collegamento con le feste autunnali di origine celtica non è affatto così popolare prima della fine del XIX secolo, quando si inizia a parlare dell’apparentamento di Halloween con Samhain. Se è vero che la data del 1 novembre, fino all’epoca di Carlo Magno ed oltre, era una specie di Capodanno pagano dei Paesi nordici, e se lo spostamento a questa data della festa di Ognissanti, cui presto si unì il ricordo dei defunti, poteva servire a ribattezzare e risignificare usi e tradizioni, la vigilia di Tutti i Santi e le sue usanze non sono un’esclusiva celtica. I Celti, popolo di pastori, con ritmi scanditi dai tempi imposti dall’allevamento, alla fine della stagione estiva riportavano a valle le greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno; si, perché per loro l’anno nuovo cominciava il 1 novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed arrivava quella delle tenebre e del freddo; tempo in cui ci si chiudeva in casa, costruendo al riparo utensili e trascorrendo serate a raccontare storie e leggende.
Il passaggio dall’estate all’inverno, celebrato con lunghi festeggiamenti, era chiamato Samhain, temine derivante dal gaelico Samhuin, che significa “summer’s end” (fine dell’estate); periodo in cui erano assicurati i frutti dei campi, le scorte erano stivate per l’inverno, il bestiame era ben nutrito con l’aria fresca dei pascoli e dei monti, ringraziando gli Dei per la loro generosita’ tramite lo Samhain, che esorcizzava l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, rafforzando ancora di più la comunità, tramite il rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità. Facendo un grosso passo avanti nella storia, nel Secondo Dopoguerra, l’industria si accorse della grande opportunità di business che nasceva, sfornando prodotti e articoli per Halloween, tra cui costumi, dolci, torte e decorazioni, pronti a conquistare il mercato. Negli anni 50’, vi fu persino una brillante campagna dell’Unicef : “Dolcetto o Scherzetto per l’Unicef”, chw coinvolse i bambini americani in una raccolta caritatevole di fondi, proprio in concomitanza con la notte di Halloween, contribuendo alla diffusione dello spirito della festa nell’America rurale e periferica.
Una curiosità: nella tradizione celtica non esistono né diavoli, né demoni; tuttavia le Fate erano spesso considerate ostili e pericolose dagli uomini che erano risentiti dal dover condividere con loro le proprie terre. Le leggende narrano che nella notte di Samhain le Fate sono solite fare alcuni scherzetti agli umani, portandoli a perdersi nella “collina delle Fate”, intrappolandoli lì per sempre. Pare che proprio per guadagnarsi il favore delle fate, i Celti erano soliti offrire cibo e latte, lasciandoli sui gradini delle loro case. Un’altra origine del detto “Trick or treat” (dolcetto o scherzetto) si fa risalire a quando i primi Cristiani, in cammino da un villaggio all’altro, elemosinavano un pezzo di “dolce dell’anima” : si trattava di un semplice pezzo di pane. Più dolci dell’anima una persona riceveva, più preghiere questa persona prometteva di recitare per i defunti della famiglia che le aveva donato il pane. A quei tempi, infatti, si credeva che i defunti potessero giungere in Paradiso non solo attraverso la preghiera dei propri cari, ma anche tramite quella degli sconosciuti.
E’ proprio da queste leggende che ha origine il famoso gioco “Trick or treat”, in cui i bimbi, travestiti con maschere e costumi mostruosi e terrificanti, vanno di casa in casa, chiedendo dolcetti o qualche moneta. Se, malauguratamente, non dovessero riceverli, i proprietari delle abitazioni “importunate” sono costretti a sopportare, più o meno piacevolmente, scherzi come lo svuotamento della pattumiera nel giardino o lattine attaccate al tubo di scappamento delle auto. Lungi dal far polemiche sulla festa di Halloween, senza ombra di dubbio ha un fascino tutto suo: crepuscolo, luci rossastre, soffuse, ghigno beffardo delle zucche intagliate, allegre brigate di bimbi mascherati e il celebre “Dolcetto scherzetto”.


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