“Io Non Rischio” Buone pratiche di Protezione Civile: nel weekend la campagna di prevenzione

MeteoWeb

io non rischioAncora una volta le pagine di cronaca di oggi sono piene di notizie di eventi naturali che sconvolgono la quotidianità e la vita degli italiani.

Ancora una volta si parla di morti, di dispersi, di danni al territorio e ai beni privati per centinaia di milioni di euro.
Ancora una volta vogliamo ribadire che la consapevolezza e la conoscenza sono elementi fondamentali per affrontare, capire e gestire questi eventi che, nostro malgrado, sono sempre più frequenti.
Ancora una volta vorremmo che fossero molti, anzi moltissimi, gli italiani che verranno a trovarci nelle numerose piazze d’Italia dove cercheremo con personale preparato per l’occasione di far capire quali sono le buone pratiche di protezione civile per salvaguardare la nostra vita, i nostri beni e il nostro martoriato territorio.

Dopo la prima edizione 2014 della campagna di comunicazione nazionale incentrata sui rischi Terremoto e Maremoto, tenutasi su 30 piazze siciliane il 15 e 16 giugno 2014, la seconda edizione 2014 vedrà i Volontari di Protezione Civile presenti su ulteriori 14 piazze siciliane impegnati nella comunicazione dei rischi Terremoto e Maremoto e, per la prima volta, del rischio Alluvione.
Io non rischio è una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Ma ancora prima di questo, Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti. E attraverso conoscenza, consapevolezza e buone pratiche poter dire, appunto: “io non rischio”. Io non rischio è anche lo slogan della campagna, il cappello sotto il quale ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini insieme alle buone pratiche per minimizzarne l’impatto su persone e cose. E in questo caso il termine slogan, che in gaelico significa “grido di battaglia”, è particolarmente appropriato: è la pacifica battaglia che ciascuno di noi è chiamato a condurre per la diffusione di una consapevolezza che può contribuire a farci stare più sicuri.
Come nasce
io_non_rischio_2014.io_non_rischio_2014Il sistema più efficace per difendersi da un rischio è conoscerlo. … L’ideale, per un cittadino, sarebbe poter parlare con qualcuno capace di raccontargli tutto quello che occorre sapere sul terremoto, sul maremoto, sull’alluvione o su qualsiasi altro rischio, magari incontrandolo direttamente nella sua città, in piazza, un sabato o una domenica mattina. Ed è qui che si è accesa la lampadina: i volontari di protezione civile! Le associazioni di volontariato di protezione civile sono presenti in tutta Italia. I volontari vivono e operano sul proprio territorio, lo conoscono e a loro volta sono conosciuti dalle istituzioni locali e dai cittadini. Chi meglio di loro per fare informazione sui rischi che su quel territorio insistono? Da questi presupposti è nata l’idea originaria di Io non rischio. Formare i volontari di protezione civile sulla conoscenza e la comunicazione del rischio per poi farli andare in piazza, nella loro città, a incontrare i cittadini e informarli. Un’idea concepita e proposta da Anpas e subito sposata dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’Ingv e da ReLuis, e poi progressivamente allargata ad altre associazioni di protezione civile. Perché se è vero che le idee camminano con le gambe delle persone, per un’idea come questa di gambe ce ne vogliono davvero tante.
Come si svolge
Ogni processo di comunicazione, informazione o educazione è necessariamente un processo a cascata… Quindi ci è sembrato del tutto naturale utilizzare questo processo anche nella formazione dei volontari e, di conseguenza, nella comunicazione finale con i cittadini…. Ogni associazione locale individua i quindici volontari che incontreranno i cittadini in piazza nei giorni della campagna. Tra questi, l’associazione ne sceglie tre che parteciperanno alle giornate di formazione organizzate da Dpc, Anpas, Ingv e ReLuis sui temi del rischio e della comunicazione. A quel punto i tre volontari, formati direttamente da tecnici, scienziati e professionisti della comunicazione del rischio, avranno il compito di trasmettere le conoscenze acquisite agli altri dodici colleghi, diventando a tutti gli effetti dei volontari formatori. Alla fine del processo vengono organizzate delle giornate di refresh: una specie di ripasso in cui ogni partecipante è chiamato a esercitarsi anche attraverso delle simulazioni pratiche. Dopodiché, tutti i volontari sono formati e pronti a incontrare i cittadini. Diciamo incontrare, e non informare, per porre l’accento sulla filosofia su cui si fonda la campagna. I volontari non fanno volantinaggio. Non si limitano a lasciare il materiale informativo alle persone, ma si fermano a parlare con loro, illustrano il problema, in qualche modo lo raccontano e rimangono a disposizione per eventuali domande e chiarimenti. Anche dopo le giornate della campagna, visto che i volontari operano e vivono sul territorio in cui comunicano.

Dove si svolge in Sicilia
La lista dei comuni siciliani in cui si svolgerà la campagna dell’11 e 12 ottobre 2014 è la seguente:

  • Alcamo (TP): RISCHIO TERREMOTO
  • Carini (PA) Centro Comm.le Poseidon: RISCHIO TERREMOTO
  • Castelbuono (PA): RISCHIO TERREMOTO
  • Castelvetrano (TP): RISCHIO TERREMOTO
  • Enna (EN): RISCHIO TERREMOTO
  • Leonforte (EN): RISCHIO TERREMOTO
  • Marsala (TP): RISCHIO TERREMOTO
  • Melilli (SR): RISCHIO TERREMOTO
  • Messina (ME) Centro Comm.le Tremestieri: RISCHI TERREMOTO, MAREMOTO – P.zza Cairoli: RISCHIO ALLUVIONE
  • Misterbianco (CT): RISCHIO TERREMOTO
  • Nicosia (EN): RISCHIO TERREMOTO
  • Niscemi (CL): RISCHIO TERREMOTO
  • Paceco (TP): RISCHIO TERREMOTO