Parla italiano il microscopio a neutroni piu’ potente del mondo. Si chiama Ess (European Spallation Source) e permettera’ di conoscere la struttura di cellule, molecole e materiali con un dettaglio senza precedenti, con ricadute nei settori piu’ diversi: dall’elettronica all’energia solare, dalla biologia alla medicina. Costa 1,8 miliardi di euro e la prima pietra e’ stata posata oggi in Svezia, a Lund. I primi neutroni sono attesi per il 2019, mentre i primi esperimenti sono in programma nel 2023. Al progetto, che getta le basi per una nuova generazione di infrastrutture di ricerca in Europa l’Italia partecipa in modo importante con il ministero per l’Istruzione, l’Universita’ e la Ricerca, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Elettra Sincrotrone Trieste e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). ”L’Infn partecipa alla realizzazione della nuova sorgente europea di neutroni sin dal 2009”, con la progettazione e la costruzione di componenti fondamentali dell’acceleratore”, ha Eugenio Nappi, della giunta esecutiva dell’Infn e rappresentante del ministero nel comitato guida del progetto Ess. Per il presidente di Elettra Sincrotrone Trieste, Alfonso Franciosi, ”la partecipazione concreta e attiva di Elettra e degli altri partner italiani alla European Spallation Source e’ un’opportunita’ fondamentale per il nostro Paese, sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista industriale”. Soddisfatto anche il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, per il quale il progetto Ess ”e’ un esempio di infrastruttura scientifica ideata, progettata e realizzata europeisticamente”.
Ricerca: italiano il supermicroscopio europeo da 1,8 miliardi


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