
INQUINAMENTO – Le particelle esauste del diesel – dichiara il Prof. Giorgio W. Canonica, Presidente SIAAIC e Direttore Clinica Malattie Respiratorie e Allergologia dell’Università di Genova – inducono un aumento della produzione delle IgE nei soggetti allergici, peggiorandone quindi la situazione clinica. Il Global Warming, ad esempio, ha indotto un allungamento di 85 giorni all’anno di pollinazione della Parietaria in Italia. Il costante peggioramento delle condizioni della qualità dell’aria induce una maggiore infiammazione delle vie aeree e un forte peggioramento della funzione polmonare. Al contrario la riduzione dell’inquinamento migliora la funzione polmonare e riduce l’infiammazione polmonare tipica dell’allergia. Paradossalmente la problematica delle pollinosi si rivela più grave nelle città che nelle zone rurali.
SPORT E INQUINAMENTO – Tutto ciò cambia la prospettiva anche per coloro che fanno esercizio fisico in ambiente cittadino ed inquinato. Oltre a quanto ricordato per i pollini, chi è allergico all’acaro della polvere, essendo costantemente esposto all’allergene, ha una infiammazione bronchiale permanente. E proprio su questa infiammazione si inserisce l’insulto dell’inquinamento, inducendo o sintomi conclamati o comunque una broncoreattività anche non specifica, che si traduce anche in minore performance sportiva e allo sforzo. Il suggerimento è di consultare e seguire con costanza le prescrizione dello specialista per il miglior controllo della malattia, ottenendo la miglior performance nella miglior sicurezza.