Basket, football, bicicletta, parchi giochi e calcio sono le attivita’ fisiche in cui i bambini e gli adolescenti subiscono piu’ traumi. Il picco di incidenti accade a 14 anni ma ci sono differenze in relazione al tipo di sport, all’eta’ e al genere. Lo dimostra una indagine condotta su piu’ di 2 milioni e mezzo di giovani, maschie e femmine da 1 a 18 anni di eta’, arrivati ai dipartimenti di emergenza ospedalieri degli Stati Uniti a causa di incidenti sportivi. La ricerca, diretta dalla universita’ dell’Alabama di Birmingham, e’ pubblicata sul Journal of athletic training. “Si registrano picchi di traumi a seconda dell’eta’ dei ragazzi”, spiega David Schwebel, che ha condotto lo studio. “In generale il maggior numero di incidenti sportivi si registra per tutte le attivita’ verso i 14 anni di eta’ ma ci sono delle differenze. Con cio’ non vogliamo spaventare bambini e genitori, i benefici dello sport superano i rischi”. Il basket provoca il maggior numero di incidenti nei maschi verso i 15 anni, superando a sorpresa il football che e’ sempre stato ritenuto piu’ pericoloso.
I bambini e le bambine di 9 anni si fanno male soprattutto nei parchi giochi, mentre le cadute dalla bicicletta interessano un po’ tutte le eta’. I piccoli di 4 anni subiscono i picchi piu’ alti di incidenti giocando a bowling. Con la prima adolescenza i ragazzi si fanno male con le attivita’ libere, come motociclismo, skateboard e pattinaggio. Il maggior numero di traumi nei 18enni si registrano con le moto d’acqua. In generale maschi si fanno piu’ male delle femmine, e le attivita’ in cui le ragazze subiscono piu’ incidenti sono invece ginnastica artistica, softball, equitazione e palla a volo. Gli autori invitano genitori, allenatori, scuole e ragazzi a prevenire i traumi, aumentando i livelli di sicurezza e di organizzazione delle attivita’ sportive. “Molti traumi sportivi accadono perche’ i ragazzi sono mal guidati dagli adulti. Le scelte dei bambini vanno indirizzate in base all’eta’ e alla condizione fisica” – commenta Maria Cristina Maggio, ricercatrice dell’universita’ di Palermo, esperta in materia di attivita’ fisica e stili di vita per la Societa’ italiana pediatria (Sip) – “E’ inoltre fondamentale il ruolo dell’istruttore nella gestione delle squadre e delle attivita’ fornendo ai piccoli atleti gli input giusti, facendo capire i limiti da non superare”. Sottolinea la specialista: “Spesso si tratta di micro traumatismi ripetuti dovuti ad attivita’ fisica esagerate. Va ricordato che gli adolescenti ricorrono ad integratori per incrementare la resistenza che vanno vivamente sconsigliati”.


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