Settimana del Pianeta Terra: il Vesuvio come mai visto

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vesuvio napoliSul Vesuvio ma nelle stesse ore La Settimana del Pianeta Terra sarà anche nel Centro Storico di Napoli. Due grandi escursioni in contemporanea. Ed ecco che mentre i ricercatori dell’INGV accompagneranno turisti, famiglie, adulti, bambini sul vulcano più famoso al mondo, con i geologi altre famiglie, altri adulti , bambini, turisti, potranno vedere, conoscere la storia delle pietre con le quali sono stati costruiti gli edifici storici della città di Napoli.

Vesuvio:

Si partirà dal versante occidentale per giungere, attraverso il suo versante meridionale, procedendo in senso anti-orario, a quello nord-orientale. Il tratto iniziale porterà sull’orlo del cratere del Vesuvio, modellato dai più recenti eventi eruttivi, da qui avrà inizio un viaggio ideale nella storia vulcanologica e nell’ambiente naturale del complesso vulcanico.

Saranno i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sezione di Napoli Osservatorio Vesuviano, in collaborazione con il Club Alpino Italiano sezione di Napoli, ad accompagnare i cittadini in questo viaggio davvero unico che avverrà durante La Settimana del Pianeta Terra, voluta, ideata e organizzata dalla Federazione Italiana Scienze della Terra e in programma solo in Italia dal 12 al 19 di Ottobre con 152 eventi su tutto il territorio nazionale.

Il tour avrà inizio da un ampio sentiero che sale con regolarità a tornanti sul tratto finale del Gran Cono, dal quale si osserverà la colata lavica dell’eruzione del 1944 e il suo sbocco a valle su S. Sebastiano al Vesuvio che ne fu distrutta. Saranno visibili durante il percorso alcune morfologie vulcaniche, tra cui bocche di eruzioni storiche del Vesuvio, e le opere di sistemazione di versante, eseguite con tecniche di ingegneria naturalistica, costruite dal Parco Nazionale del Vesuvio per arginare la forza erosiva delle acque piovane. Sui pendii del Gran Cono si osserveranno bombe e proietti vulcanici delle ultime eruzioni; terminata la salita e giunti sull’orlo craterico ci accoglieranno le Guide Vulcanologiche, a cui compete l’accompagnamento dei visitatori.

Il cratere del Vesuvio appare come una profonda voragine con alte pareti interne da cui si sono originati i materiali di crollo raccolti sul fondo, al di sotto dei quali ha inizio la roccia solida che si estende per qualche chilometro di profondità. Si potranno osservare le fumarole che fuoriescono dalle fratture presenti sulle pareti interne al cratere, e che rappresentano caratteristiche manifestazioni dell’attuale periodo di riposo. Al termine del percorso sull’orlo craterico, si giungerà alla Capannuccia delle Guide a quota 1170 m. La cima del Vesuvio è invece a quota 1281 m.

Dalla Capannuccia si seguirà sulla destra il panoramico sentiero che aggira a mezza costa il versante sud-orientale del Gran Cono, e che permette di avere un bel colpo d’occhio sulla Valle dell’Inferno, sulla Valle del Gigante ed il M. Somma. Tra lapilli, ceneri e sabbie vulcaniche, si potranno osservare cristalli di pirosseni quali le augiti, tipici minerali vesuviani. Dal piazzale a quota 1058 m, dove si trova la costruzione rossa ad uso delle Guide Vulcanologiche, si prenderà il sentiero storico della Strada Matrone, che fu costruita intorno agli anni 1920-1930. Al primo bivio l’itinerario prevede una deviazione a sinistra da cui si risalirà fino al piazzale a quota 1000 m dove termina la strada asfaltata che sale al Vesuvio. Qui il tour del Gran Cono del Vesuvio avrà termine ed il percorso ad anello si chiuderà al punto di partenza.

Nel Centro Storico di Napoli:

Domani, Sabato 18 Ottobre, partenza dell’escursione con i geologi, alle ore 11 e 30 dal Museo di Mineralogia di Napoli per raggiungere a piedi il Centro Storico di Napoli dove ammireremo le pietre con le quali sono stati costruiti gli edifici storici della città partenopea e ne conosceremo la storia. Una straordinaria escursione guidata da Domenico Calcaterra, Docente dell’Università Federico II di Napoli e Consigliere Nazionale dei Geologi.

Domani a Roma Apertura Straordinaria dalle ore 10 alle ore 18 dei Musei di Scienze della Terra:

Alle 15 e 30 straordinaria Conferenza del prof Luca Bindi sulle sue ricerche che hanno contribuito al Premio Nobel per la Chimica 2011.

Musei di Scienze della Terra aperti in tutta Italia per la Settimana del Pianeta Terra organizzata dalla Federazione Italiana Scienze della Terra. Ed ecco che a Roma, Sabato 18 ottobre saranno aperti i musei di Geologia, Mineralogia e Paleontologia del dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza. Un’occasione per conoscere da vicino, le collezioni più particolari e prestigiose conservate nelle sale museali della Sapienza. Al Museo di Geologia e Mineralogia si potranno apprezzare famose collezioni di pietre ornamentali ottocentesche di cui una con 600 pezzi ritagliati da marmi della Roma Antica o riutilizzati nelle chiese della Roma papale ed un’altra collezione con oltre 1000 marmette provenienti dagli scavi di Roma.
Tra rocce diversissime per origine e provenienza, spiccano quelle più antiche di 2 miliardi di anni, e rarissimi campioni raccolti a più di 2 kilometri di profondità sulla dorsale oceanica del Pacifico. Con un microscopio si potrà osservare da molto vicino il meraviglioso e colorato mondo delle sabbie attuali di tutto il mondo.

Adulti e ragazzi potranno generare una piccola scossa e osservarne gli effetti su un sismografo – Visite anche per Ipo- e non vedenti.

Nello spazio dedicato a Rischi e Risorse della Terra, postazioni multimediali e strumenti interattivi avvicinano a terremoti, vulcani e alluvioni; il visitatore potrà vivere l’esperienza di generare una piccola scossa e osservarne gli effetti su un sismografo.
Di particolare interesse “sociale” saranno alcuni globi paleogeografici rotanti dedicati a momenti significativi della storia della Terra, che il Museo ha realizzato con colori e tecniche in rilievo idonei per poter essere “esplorati” anche da visitatori ipo – e non vedenti.

Al Museo di Paleontologia si vedranno oltre 1000 reperti fossili di piante , invertebrati e vertebrati. Il Museo annovera una delle più ricche collezioni al mondo di vertebrati fossili, endemici delle isole del Mediterraneo, compresi reperti del tutto eccezionali

Ancora musei protagonisti il 18 ed il 19 Ottobre. In Campania. Nel Geoparco Nazionale del Cilento si potrà visitare il Museo Paleontologico del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano a Magliano Vetere dove si vedranno testimonianze fossili rivenute nell’area del Parco . Ma sempre in Campania si visiterà il Museo Archeologico del Sannio Caudino nel beneventano. Musei aperti in Emilia – Romagna. Al Museo Paleontologico di Mondaino vedremo come era il territorio dell’Emilia – Romagna durante il Miocene. A Reggio Emilia entreremo nel regno di Vulcano visitando i Musei Civici. I ragazzi potranno seguire un percorso che andrà dai racconti della mitologia alle lave della Collezione Spallanzani con una effervescente attività di laboratorio. Lazzaro Spallanzani era uno scienziato vissuto nel ‘700 noto in particolare per le sue ricerche in ambito biologico, ma dedito ad osservazioni nei campi più vari della Storia Naturale, molto forte fu quello per i fenomeni vulcanici. A Reggio Emilia conosceremo i suoi viaggi. Verranno letti brani tratti dai suoi diari di viaggio ed insieme si degusterà un “tè delle muse”.
Al termine breve sosta davanti alla vetrina dei “Prodotti vulcanici” della Collezione Spallanzani, frutto delle campionature effettuate nel corso del viaggio alle “Due Sicilie”. In Friuli Venezia Giulia si visiterà gratuitamente il Museo Scientifico Speleologico della Grotta Gigante, a Sgonico, e lo si potrà fare tutti i giorni. E sarà Open Day al Centro Ricerche Sismologiche di OGS a Udine dove si potranno visitare gli ambienti e vedere gli strumenti usati per monitorare, studiare, capire i terremoti. Open Day anche al Museo di Scienze Naturali “E.Caffi” di Bergamo dove si potrà anche essere paleontologi per un giorno www.museoscienzebergamo.it <http://www.museoscienzebergamo.it/>