Ora solare: confusione dell’orologio biologico, “jet lag sociale” per il 10% della popolazione

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ora solareSi chiama luce naturale il principale antidoto agli effetti del passaggio dall’ora legale a quella solare, programmata la notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, quando si porteranno indietro di un’ora le lancette dell’orologio. Cambio che determinerà una lieve confusione per l’orologio biologico”, “una maggiore esposizione alla luce, come il passaggio in un ambiente lavorativo ad una postazione più chiara e luminosa, può già indurre un miglioramento dei sintomi”. Lo afferma Francesco Peverini, direttore della Fondazione per la Ricerca e Cura dei disturbi del Sonno. “Sotto il profilo della salute, pur esistendo la necessità che corpo e cervello si adeguino al nuovo orario, controindicazioni e possibili effetti negativi relativi all’adozione dell’ora solare sono in generale trascurabili e di breve durata – sottolinea -. Ma diversi soggetti, circa il 10% della popolazione secondo attendibili valutazioni scientifiche, in autunno, con la prima settimana di riduzione della luce accentuata dal passaggio all’ora solare, vedono diminuire significativamente la propria efficienza in ambiente di lavoro, peggiorare la qualità della vita, aumentare la suscettibilità a varie patologie o, infine, divenire progressivamente più stanchi. Si tratta del cosiddetto ‘jet lag sociale’, una condizione in cui i propri ritmi circadiani sono disallineati rispetto a quelli determinati per legge”. Sottolineato che “gli effetti della mancata esposizione alla luce non sono infatti gli stessi per tutti”, Peverini ricorda che “pur prevista, un’ora in meno di luce, corrisponde frequentemente alla ingannevole percezione che l’orario di lavoro sia di fatto prolungato. E spesso la stanchezza, la malinconia o la depressione, raggiungono in pochissimo tempo livelli in cui a soffrirne sono le relazioni personali ed il lavoro” e “questa sensazione di stanchezza è spesso associata ad una ‘anticipata’ produzione di melatonina, come accade nel ‘disturbo affettivo stagionale’, in cui i sintomi sono notati in autunno, all’inizio dell’inverno e cominciano a diminuire in primavera”.