Sorprendente intensificazione dell’uragano “Gonzalo” che raggiunge la 4^ categoria, dall’Ottobre 2011 non si vedevano tempeste cosi potenti sull’Atlantico

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simon-modis-oct4Sorprende, e non poco, la rapida intensificazione dell’uragano “Gonzalo”, che dopo aver colpito le Piccole Antille settentrionali, con forti venti e intensi rovesci di pioggia, giunto nel tratto di oceano Atlantico a nord-est delle isole Turks e Caicos ha addirittura toccato la 4^ categoria della Saffir-Simpson. Con venti medi sostenuti che nel pomeriggio di ieri hanno toccato i 209 km/h nell’area attorno l’occhio centrale. Difatti, sull’Atlantico tropicale, dal 2 Ottobre 2011 non si vedevano uragani di questa potenza. L’ultimo fu l’uragano “Ophelia”, che nell’Ottobre del 2011 passo vicino alle Bermuda, causando venti molto forti e intense mareggiate. La tempesta, dopo aver flagellato le Piccole Antille settentrionali, si è diretta verso nord-ovest, scorrendo sopra un vasto tratto di acque superficiali calde e profonde che hanno fornito un ingente quantitativo di calore latente al sistema ciclonica, che in poche ore, “autoalimentandosi”, è passato dalla 1^ alla 4^ categoria Saffir-Simpson. Fortunatamente “Gonzalo” sta scaricando tutta la sua furia in pieno oceano, nel tratto a largo delle isole Turks e Caicos, con piogge torrenziali e venti medi sostenuti davvero violenti, che superano la soglia dei 200 km/h.

I danni causati dal passaggio di "Gonzalo" sulle Piccole Antille
I danni causati dal passaggio di “Gonzalo” sulle Piccole Antille

Queste tempeste di vento stanno anche sollevando un imponente moto ondoso all’interno dell’area perturbata, con onde alte anche più di 6-7 metri nella zona in prossimità dell’occhio centrale. L’intensa forza centrifuga sprigionata dall’uragano ha favorito la formazione di un occhio centrale, ben definito, con un diametro di circa 28 miglia. Nel corso delle prossime ore “Gonzalo”, a causa del ciclo di sostituzione dell’occhio, dovrebbe perdere parte della sua forza, venendo declassato a uragano di 3^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che rimarranno sempre molto forti, sui 180-190 km/h, e raffiche di picco di gran lunga superiori attorno l’occhio centrale. Nonostante questo indebolimento, indotto dal processo di sostituzione dell’occhio, “Gonzalo” nella giornata di domani riuscirà a mantenere la 3^ categoria Saffir-Simpson. Il debole “Wind Shear”, ma soprattutto le acque superficiali molto calde, con valori prossimi ai +29°C (molto elevate), contribuiranno a fornire la giusta energia termica necessaria al mantenimento della 3^ categoria, per almeno altre 36 ore. Ma se “Gonzalo” riuscirà a terminare in fretta il processo di sostituzione dell’occhio centrale non è del tutto da escludere una nuova e temporanea intensificazione alla categoria 4^ nella mattinata di domani, quando la tempesta passando a largo delle Bahamas comincerà a deviare gradualmente verso nord e nord-nord/est, piegando in direzione dell’Atlantico sub-tropicale.

Il ciclone "Gonzalo" durante la fase di ulteriore intensificazione sull'Atlantico tropicale
Il ciclone “Gonzalo” durante la fase di ulteriore intensificazione sull’Atlantico tropicale

Solo dal pomeriggio di domani l’uragano comincerà ad entrare nella fase calante, iniziando a perdere forza per il progressivo allentamento dell’attività convettiva. Difatti, stando alle ultime proiezioni modellistiche, dal pomeriggio di domani l’uragano, passando vicino alle Bermuda entrerà in un’area caratterizzati da valori di “Wind Shear” moderati. Iniziando a scorrere su acque superficiali meno calde, con valori attorno i +27°C, il ciclone andrà gradualmente ad indebolirsi, venendo declassato allo status di uragano di 2^ categoria, con venti medi sostenuti che raggiungeranno i 150 km/h. Il nucleo centrale di “Gonzalo”, nel pomeriggio di domani, dovrebbe transitare a poco più di 100 km dalle Bermuda. Durante il passaggio ravvicinato alle Bermuda i venti aventi l’intensità di uragano dovrebbero estendersi verso l’esterno della circolazione ciclonica di circa 35-45 chilometri dal centro di “Gonzalo”, mentre i venti di tempesta tropicale dovrebbero estendersi 160-170 miglia dal centro. Ciò significa che molto probabilmente, in caso di un passaggio ancora più ravvicinato, le Bermuda, nel corso del pomeriggio di domani, dovrebbero essere investite da forti venti dai quadranti meridionali, dapprima da E-SE e SE, in successiva rotazione da S-SE e Sud, che localmente potrebbero toccare punte di oltre 100-110 km/h. Oltre ai forti venti meridionali le Bermuda, nel corso della giornata di domani, potranno essere investite anche da brevi rovesci di pioggia, portanti dalle bande nuvolose periferiche di “Gonzalo”, e da un considerevole incremento del moto ondoso nel tratto di oceano a largo delle coste della Florida e del South Carolina.

EUROPE_JETSTREAM_108Nel weekend, dopo essere passato vicino alle Bermuda, “Gonzalo” proseguirà il suo cammino verso l’Atlantico, intraprendendo un tipo di traiettoria, verso nord-nord/est, che avvicinerà la tempesta verso il vecchio continente, dopo che quest’ultima verrà prontamente agganciata dal flusso perturbato principale delle medie latitudini, che esce dal Canada orientale e dal nord degli USA.