Tecnologia: ecco Poppy, il robot open-source stampato in 3D

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2014102801671704883Si chiama Poppy ed è il primo robot umanoide completamente open-source stampato in 3D. Messo a punto in Francia dai ricercatori del Flower Lab dell’Inria, che creano modelli informatici e robotici per far comprendere i processi di sviluppo negli esseri umani, Poppy è un robot che ognuno può costruire e programmare ed è stato ideato per essere integrato nel percorso didattico delle scuole, dando agli studenti la possibilità di apprendere esercitandosi con lui.
Il dottor Pierre-Yves Oudeyer, che si è aggiudicato una sovvenzione di avviamento del Consiglio europeo della ricerca (CER) per l’informatica, spiega: “L’analisi dei benefici della stampa in 3D e delle possibili sinergie con l’informatica nelle scuole è ancora quasi agli albori. La nostra piattaforma Poppy ci consente ora di offrire agli istituti scolastici e agli insegnanti un modo per stimolare la creatività degli studenti nello studio di settori come la meccanica, l’informatica, l’elettronica e la stampa in 3D”.
Il “corpo” di Poppy nasce da una stampa in 3D, mentre la sua “anima” è controllata da un software gratuito, vale a dire che chiunque può creare parti del corpo di Poppy in maniera semplice e rapida e può programmare il comportamento del proprio robot.
L’hardware e il software di Poppy sono open space. Non esiste un unico robot umanoide, ma tanti quanti saranno i suoi utilizzatori. “Quel che rende così interessante questo proposito – aggiunge Oudeyer – è proprio il fatto che segna il passaggio da un semplice strumento tecnologico a una reale piattaforma sociale”.
La piattaforma Poppy ha preso forma grazie al progetto “Explorers”, del valore di 1,5 milioni di euro cofinanziato dal CER, in cui Oudeyer studia i meccanismi di apprendimento e sviluppo con l’uso di robot.
Poppy – sottolinea la Commissione europea – consentirà inoltre agli utenti di condividere le loro idee e risultati in modo estremamente aperto e collaborativo attraverso una piattaforma web dedicata, connettendo persone al di là delle frontiere della scuola, dell’arte, della scienza e dell’industria.