Il Centro Funzionale Monitoraggio Rischi ha emesso un aggiornamento di Avviso di criticita’, il numero 156, per rischio idraulico localizzato sul fiume Po. Il colmo di piena e’ attualmente in prossimita’ della stazione di Piacenza ed e’ atteso in serata presso Cremona. Raggiungera’ valori al colmo che ad oggi sono previsti su valori di poco superiori a quelli delle piene del 2002 e 2009, ma comunque inferiori a quelli raggiunti negli eventi del 1994 e 2000. Tre zone ben identificate lungo il corso del Fiume Po diviso in aree che variano da ASSENTE a ELEVATA CRITICITÀ. Nello specifico, il settore che ha come punto di riferimento Ponte Valenza, il PO1 (Pavia) che va dal Po al Tanaro, l’avviso prevede un livello di CRITICITÀ ASSENTE con possibilita’ di ulteriore miglioramento; per il tratto Tanaro-Ticino che include il Ponte della Becca, il PO2 (Pavia), livello di ORDINARIA CRITICITÀ tendente a miglioramento; nel tratto Ticino-Lambro identificato con Spessa Po, il PO3 (Pavia) il bollettino segnala MODERATA CRITICITÀ con tendenza a miglioramento; A richiedere un monitoraggio piu’ specifico sono i settori 4,5, 6, 7 e 8. Per la sezione PO4 (Lodi e Cremona), che interessa anche Piacenza, il livello e’ di ELEVATA CRITICITÀ con tendenza al miglioramento; la zona identificata come PO5 (Cremona), con la citta’ del torrone come riferimento, ha una ELEVATA CRITICITÀ con tendenza stazionaria. Il settore PO6 (Cremona e Mantova), che ha come riferimenti Casalmaggiore e Boretto, e’ a ELEVATA CRITICITÀ con una tendenza a peggioramento; Anche per la sezione PO7 (Mantova), identificata con Borgoforte, e’ classificata con livello di ELEVATA CRITICITÀ con segnali di possibili peggioramenti; la sezione PO8 (Mantova), con riferimento Sermide, registra ELEVATA CRITICITÀ con possibili peggioramenti. A valle di Piacenza, dove i livelli hanno raggiunto l’elevata criticita’, in considerazione della prolungata permanenza di livelli elevati, sara’ importante, anche per i comprensori golenali ‘non a rischio sormonto’, assicurare un’attenta attivita’ di monitoraggio delle arginature al fine di prevenire/intervenire prontamente su eventuali fenomeni di filtrazione/sifonamento. In particolare si invitano le Autorita’ locali di protezione civile a verificare insediamenti ed attivita’ produttive e ricreative (cascine agricole, ristoranti, maneggi, agriturismi, strutture ricreative e sportive) che possono risiedere anche in golene chiuse che non sono state oggetto di consolidamento/sovralzo dopo la piena del 2000 in quanto non sono da escludere fenomeni di sifonamento o sormonto. Le amministrazioni comunali, che garantiscono la migliore conoscenza dei residenti e delle attivita’ presenti in tali aree, potranno assicurarsi che, nei casi piu’ a rischio (in presenza di franco di sicurezza inferiore al metro) le attivita’ vengano sospese e le persone non permangano nelle golene in corrispondenza della massima piena. Non e’ da escludere che fabbricati disabitati in golena siano stati abusivamente occupati e pertanto e’ opportuno verificare che cio’ non sia avvenuto. Si ricorda altresi’ di assicurare la massima attenzione alla presenza di capi di bestiame negli allevamenti nelle golene.
Allerta Meteo Lombardia: elevata criticità per il Po


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