Alluvione Genova: Valpolcevera in ginocchio, aziende devastate da acqua e fango

10683845_1475525346057596_63309798_nViaggio nella Valpolcevera, il quartiere di Genova duramente colpito ieri dall’esondazione dell’omonimo torrente. Gli abitanti si rimboccano le maniche e pensano a come riaprire le attivita’ e tornare alla vita normale. Il conto dei danni verra’ dopo. Presso Gas Marine, azienda che distribuisce gas tecnici e refrigeranti in Liguria, una ventina di dipendenti, il titolare Massimiliano Devoto spiega di aver seguito la piena con le telecamere aziendali fino a mezzogiorno, poi blackout. Ancora difficile quantificare i danni. Si spala anche sul piazzale di un’azienda di prodotti petroliferi per riscaldamento che serve alcuni ospedali e 300 condomini genovesi: “abbiamo problemi operativi – dice il responsabile Romano Callero -. Dobbiamo anche andare a riparare 3 o 4 caldaie alluvionate in palazzi del centro”. In un altro deposito petrolifero, Tecservice, Paolo Pelizzardi dice che “gli uffici sono disastrati, abbiamo perso materiale contabile e computer”.

1941091_1506138582971316_1080830570_nSotto il piano strada, c’e’ la sede di un’altra azienda, la Kerotris, dove sono finiti a mollo l’archivio fiscale e i gadget di Natale destinati ai distributori. Presso un’autorimessa vicino sono saltate le piastrelle del pavimento e sono in attivita’ volontari marchigiani muniti di una pompa idrovora. Risalendo ancora la sponda sinistra del Polcevera, si arriva nella frazione di San Quirico, alcune case sono state alluvionate da un piccolo rivo, il Fulle. “Ieri e’ venuta giu’ la collina e ha tappato il letto del Fulle – dice il presidente del club genoano di San Quirico, Piero Bella – pensare che era stato ripulito solo un mese fa dal Comune”. “Ho gia’ passato tre alluvioni ma questa e’ peggio delle altre – gli fa eco Anna Maria Meirana, un’abitante che sta ammassando oggetti al sole -. Ancor prima che mi arrivasse l’acqua del Fulle alla porta, avevo gia’ il fango che usciva dagli impianti del bagno. Per fortuna mio figlio mi ha aiutato a salvare la carrozzella elettrica di mio marito invalido”.