Clima, Cina: i Paesi sviluppati devono fare di più

CHINA-ENVIRONMENT-POLLUTIONI Paesi più sviluppati devono fare di più di quelli in via di sviluppo per rispondere alle sfide climatiche. A dirlo è il governo di Pechino, il Paese in cima alla classifica fra quelli inquinanti, quando mancano pochi giorni all’inizio della conferenza Onu sul clima a Lima.
L’incontro, che si svolgerà dal 1 al 12 dicembre nella capitale peruviana, ha l’obiettivo di spianare la strada verso un accordo globale sul taglio delle emissioni di gas serra, che dovrebbe essere siglato l’anno prossimo a Parigi e che sostituirà l’accordo di Kyoto.
Per la prima volta nella storia, all’inizio di questo mese, la Cina ha fissato esplicitamente una data, il 2030, come picco ipotetico delle sue emissioni di gas serra. “I Paesi sviluppati… dovrebbero continuare a dare l’esempio nel taglio delle emissioni con largo margine e allo stesso tempo sostenere finanziariamente e tecnologicamente i Paesi più deboli”, ha detto Su Wei, capo-negoziatore di Pechino.
La Cina auspica che a Lima la conferenza confermi i principi delle “responsabilità comuni ma differenziate”. La Cina, in quanto Paese sviluppato, deve compiere “sforzi ancora maggiori dopo il 2020” per dare il suo “dovuto contributo” alla lotta contro i cambiamenti climatici. L’annuncio del target cinese è stato dato durante la visita a Pechino del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha contemporaneamente fissato un obiettivo anche per gli Usa, che taglieranno le proprie emissioni del 26-28% entro il 2025.